L’AQUILA – Movida aquilana senza controllo: l’Associazione cittadini per il centro storico ha inviato oggi al Comune dell’Aquila una diffida affinchè “provveda ad approvare il piano del rumore entro il 5 novembre 2022, termine di legge per la definizione del procedimento avviato lo scorso 5 novembre”.
A renderlo noto la presidente dell’associazione Claudia Aloisio.
Il piano del rumore, spiega “si tratta di uno strumento fondamentale per il vivere civile e la tutela del benessere dei cittadini, il cui procedimento attuativo è stato dapprima avviato e poi, inspiegabilmente, accantonato. Questa iniziativa, come altre che seguiranno, intende porre il tema del modello di sviluppo del centro storico della Città e ci auguriamo che il comune si renda disponibile ad un ampio confronto sul tema. Riteniamo che in città non ci sia un problema di sicurezza. Piuttosto ci chiediamo cosa succede se il suo centro storico, ristrutturato con ingenti contributi pubblici a seguito del terremoto, verrà occupato solo da bistrot, ristoranti e locali, svuotandosi di quei cittadini che dopo il terremoto sono tornati o che per la prima volta sono arrivati”.
Ci chiediamo “cosa accadrà se l’economia del centro della Città viene definitivamente strutturata e basata solo sul settore della ristorazione e somministrazione di bevande e se dove prima c’erano negozi di prima necessità, case, eventi culturali, rimangono solo wine bar, pub-discoteche e bed and breakfast”.
L’Associazione Cittadini per il Centro storico, chiede infine che “il Comune si adoperi perché vengano presi i provvedimenti che le attuali norme impongono, si pone anche l’obiettivo di mettere in luce le criticità del processo che altri hanno chiamato di “foodification”, inteso come unica possibile via di sviluppo economico del centro”.
IL TESTO DELLA DIFFIDA
Premesso
che la Legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447/1995 ha demandato alle Regioni la definizione dei criteri per la classificazione acustica del territorio e per la predisposizione dei piani di risanamento acustico da parte dei Comuni; che in particolare, la L. 447/1995 impone ai Comuni l’obbligo di effettuare la zonizzazione acustica del proprio territorio e di suddividere il proprio territorio in zone acustiche omogenee nel rispetto dei limiti di classificazione stabiliti dal DPCM del 14 novembre 1997;
che, qualora la zonizzazione acustica del territorio evidenzi il superamento dei valori limite imposti dal DPCM del 14 novembre 1997, il Comune deve predi sporre un piano di risanamento acustico del territorio, attuando tutte le azioni ne cessarie per il rientro nei valori limiti a tutela della salute umana e dell’ambiente;
che in attuazione della Legge nazionale la L.R. 23 del 17 luglio 2007 (re cante “Disposizioni per il contenimento e la riduzione dell’inquinamento acustico nell’ambiente esterno e nell’ambiente abitativo”) ha stabilito:
a) che la Giunta regionale, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge emani i criteri per la classificazione acustica del territorio comunale secondo quanto previsto dall’art. 4, comma 1, lett. a), c) e f), L. 26 ottobre 1995, n. 447.
b) che i comuni, entro 12 mesi dall’approvazione dei criteri da parte della Giunta Regionale provvedano a suddividere il proprio territorio in zone acustiche omo genee tenendo conto, sulla base di quanto previsto dal Piano Regolatore Generale vigente, anche delle aree di rilevante interesse paesaggistico, ambientale e turistico, ed alla approvazione, sulla base delle eventuali osservazioni ricevute, della classificazione acustica del territorio.
che ai sensi dell’art. 11 della L.R. 23/2007 la Regione si sostituisce agli enti locali competenti in tutti i casi di loro accertata inadempienza e, in particolare, per la mancata adozione degli atti previsti dalla presente legge o da successivi provvedimenti regionali;
che i poteri sostitutivi sono esercitati dal Presidente della Regione, previa diffida ad adempiere entro un termine fissato nell’atto di diffida stesso, mediante la nomina di un commissario ad acta;
che, con delibera di Giunta n. 458 del 5 novembre 2021, il Comune dell’Aquila ha disposto l’avvio di tutte le attività necessarie per la redazione del Piano Comunale di Classificazione Acustica (PCCA), demandano al Settore Am biente e Protezione civile la predisposizione delle attività;
che da quella data decorrono i 12 mesi concessi al Comune dell’Aquila per la approvazione del Paino di classificazione acustica, che verranno a scadere il 5 novembre 2022;
che in data 21 gennaio 2022 il Settore ha pubblicato l’avviso di manifesta zione di interesse per l’affidamento del servizio relativo alle attività di redazione del piano di classificazione acustica comunale e degli atti correlati;
che non risulta che tale avviso abbia avuto alcun seguito;
che, pertanto, dalla visione degli atti pubblicati sull’Albo Pretorio emerge che il procedimento per la redazione del Piano di classificazione acustica sia del tutto fermo, nonostante sia oramai prossima la scadenza del termine di 12 mesi en tro il quale il Comune dell’Aquila dovrebbe completarne l’approvazione;
che tale situazione comporta per i firmatari della presente diffida, nonché per la cittadinanza tutta, un grave pregiudizio, poiché l’approvazione del piano di zonizzazione acustica consentirebbe la regolazione delle attività rumorose, garantendo, soprattutto nelle aree a vocazione residenziale, come il centro storico dell’Aquila, il diritto dei cittadini di godere del riposo e della quiete; per tale ragione,
diffidiamo
il Comune dell’Aquila, nelle persone del Sindaco pro tempore, e il Dirigente del Settore Ambiente e Protezione civile a completare l’iter di approvazione del Piano del rumore entro il 5 novembre 2022.
Ciò con espressa avvertenza che, decorso inutilmente tale temine, verrà formal mente richiesto al Presidente della Regione Abruzzo, ai sensi dell’art. 11 della L. 23/2007, di sostituirsi, previa diffida, all’Amministrazione comunale dell’Aquila ai fini della redazione della classificazione acustica del proprio territorio e che si pro cederà con specifiche azioni per il risarcimento del danno provocato ai sottoscritti.
Con ossequio. L’Aquila, 30 luglio 2022






