L’AQUILA – Dovrà difendersi dall’accusa di omicidio stradale la donna aquilana di 76 anni la quale era alla guida di un suv Mercedes che ha investito e ucciso lungo viale Corrado IV la 78enne Giovanna De Rocco mentre era presso le strisce pedonali e stava attraversando la strada. La macchina procedeva in direzione L’Aquila centro e l’incidente c’è stato non lontano da una banca dove in passato aveva sede la concessionaria della Lancia. La donna è deceduta ieri in ospedale dopo parecchie ore di agonia per la varie fratture e un trauma cerebrale gravissimo.
L’inchiesta della Procura della Repubblica, delegata alla polizia locale del capoluogo di regione, prevede anche che sia effettuata una ricognizione cadaverica. La dinamica della disgrazia, dunque, sarà giocata sul filo delle perizie e sulla scorta della relazione degli agenti del traffico. C’è un aspetto da verificare, ovvero pare che la vittima prima di essere travolta, abbia avuto un cedimento fisico improvviso cadendo a terra, fatto che poi avrebbe inciso in qualche misura sulla dinamica dell’investimento ma si tratta di un elemento tutto da valutare. In zona, comunque, ci sono delle telecamere che potrebbero fornire immagini utili.
Al di là delle responsabilità della donna indagata, che è difesa da due avvocati, monta la rabbia per una strada troppo spesso costellata da incidenti e con pochi controlli e dove le auto sovente sfrecciano a velocità eccessiva.
Sulla vicenda si registra un intervento della Federazione italiana ambiente e bicicletta. «Ancora una vittima della strada investita da una delle tante persone che guidano senza alcuna percezione dell’alto rischio che corrono per sé e che fanno correre agli altri. Una signora 78enne che sarà stata moglie, mamma, nonna, zia: provate a immaginare se uccidessero una vostra parente stretta», si legge nella nota di Fiab.
«Via Corrado IV è una strada di 9 metri di larghezza nel tratto antistante Piazza d’Armi e 8 metri dove è stata investita e uccisa l’anziana signora, prima della rotonda che raccorda via XXV aprile, via XX settembre e via Vicentini. Che utilità ci sia a mantenere corsie di oltre 4 metri è un mistero quando poi, in entrata alla città, c’è un vero e proprio imbuto. Inoltre una “strada urbana di quartiere”, quale potrebbe essere (o diventare) secondo la normativa, ha una corsia di minimo 3 metri. Se invece via Corrado IV è classificata ad un livello appena superiore cioè “strada urbana di scorrimento”, peggio sarebbe!», si legge nella nota.
«Strade così larghe, oltretutto, – termina la nota – creano una frattura sociale dividendo letteralmente in due una intera zona, un intero quartiere. Due carreggiate, e quindi 4 corsie di 16-18 metri in totale, permetterebbero agevolmente di creare corsie riservate ai bus, una pista ciclabile protetta monodirezionale per senso di marcia, aree importanti per la fermata dei bus nonché il conseguente restringimento della carreggiata e quindi il deciso accorciamento della distanza di attraversamento pedonale». «Una città del futuro con vere e proprie autostrade al proprio interno è solo un posto dove si vive con il torcicollo, guardando solo il passato che, come tale, è anacronistico per definizione».





