L’AQUILA – Coro di reazioni bipartisan alla notizia del declassamento del rating a lungo termine dell’Abruzzo da parte dell’agenzia Moody’s, che ha scalato da “debito di buona qualità a rischio futuro” a “grado di protezione medio”.
MASCITELLI (IDV): ”SONO PIU PREOCCUPATO PER DOCUMENTO MEF”
“Non mi preoccupa il declassamento dell’Abruzzo da parte dell’agenzia Woody’s (in realtà è Moody’s, ndr), per le stesse ragioni per cui abbiamo trovato del tutto fuori luogo il trionfalismo di Chiodi rispetto ad una precedente valutazione di stabilità data tempo fa alla nostra regione da un’altra agenzia la Standard and poor’s. Sono le stesse agenzie di rating che non si sono accorte di nulla di quanto stava accadendo per il fallimento della banca Lehman Brothers e per la bolla finanziaria”.
È quanto ha dichiarato il segretario regionale dell’Italia dei valori, il senatore Alfonso Mascitelli, a margine dei lavori della commissione bilancio del Senato che questa mattina ha esaminato l’importante documento della nota di aggiornamento al documento di Economia e Finanza.
“Quello che mi preoccupa – spiega Mascitelli – è che nell’allegato alle infrastrutture della Nota di aggiornamento al Def non c’è un solo rigo a favore delle infrastrutture per la nostra regione, tranne le risorse destinate a Anas e Ferrovie per la ricostruzione post terremoto e tranne i finanziamenti per la diga di Chiauci per un importo di 25 milioni, che purtroppo sono stati revocati”.
“Così come mi preoccupa – aggiunge – che nell’allegato sugli interventi nelle aree sottoutilizzate, riguardo alle risorse Fas 2007-2013 non c’è un solo rigo sulla futura programmazione regionale, facendo confermare il nostro sospetto che le risorse assegnate sulla carta all’Abruzzo saranno centellinate in diversi anni con il sistema dello sblocco progressivo a percentuale”.
In conclusione Mascitelli si rivolge all’assessore regionale al Bilancio Carlo Masci, affermando che “per il percorso di risanamento dei conti pubblici, deve ringraziare gli abruzzesi che, pagando aliquote maggiorate di Irpef e Irap, danno, ogni anno, oltre 130 milioni di euro per sanare i disastri del passato di cui sono stati complici destra e sinistra”.
PERETTI (UGL): ”NON BISOGNA SOTTOVALUTARE”
“Pur mostrando grande perplessità sulla credibilità dei giudizi delle varie agenzie di rating, riteniamo che sottovalutare la bocciatura inflitta all’Abruzzo da Moody’s sarebbe un errore gravissimo”.
Lo afferma il segretario regionale dell’Ugl, Piero Peretti.
“Consolarsi per il fatto che altre regioni italiane abbiano avuto un trattamento peggiore fa parte di un vecchio modo di valutare le cose che, ne siamo convinti, non può piacere al presidente Chiodi”, afferma.
“È opportuno quindi – continua Peretti – attivarsi immediatamente al fine di sovvertire il giudizio di Moody’s che non è certo irrevocabile. I tagli e la ferrea rigidità nella gestione della spesa pubblica non bastano. È indispensabile, contestualmente, attivare serie politiche di rilancio dello sviluppo e dell’economia”.
“L’importante sblocco dei Fas – sostiene il sindacalista – rappresenta l’opportunità che la classe dirigente dell’Abruzzo deve cogliere per attuare quelle iniziative atte a togliere definitivamente la regione da uno stato di stagnazione economica che dura da troppi anni”.
“Ora il ruolo e la coesione del Patto per l’Abruzzo sono fondamentali perché bisogna investire subito e bene!”, conclude.
D’ALESSANDRO (IDV), ”CHIODI GIA’ DECLASSATO DAGLI ABRUZZESI”
“Se peggio dell’Italia ci sta solo la Grecia, il giudizio di Moody’s per l’Abruzzo è ancora più duro: siamo a livello della Cirenaica o della Tripolitania”, è quanto dichiara il vice capogruppo regionale dell’Italia dei valori, Cesare D’Alessandro.
“Chiodi, in quanto a sfiducia – attacca D’Alessandro – è riuscito persino a superare Berlusconi, che sul piano internazionale, si sa, è considerato vicino allo zero. La retrocessione dell’Abruzzo di tre posizioni, e non due, a guardare la tabella di rating, rispetto a quella precedentemente occupata, comunque ben al di sotto della media nazionale, la dice lunga sulla qualità del Governo Chiodi, la cui bocciatura da parte di Moody’s è senza ‘se’ e senza ‘ma’”.
“Non c’è da stupirsi – prosegue il consigliere dipietrista – e noi dell’Idv non lo siamo affatto. Prima di Moody (in realtà è Moody’s, ndr), la retrocessione, anzi la squalifica a Chiodi, è arrivata dai disoccupati abruzzesi, dalle aziende in crisi, dalle famiglie in perenne difficoltà, dai giovani che non trovano e non cercano più un lavoro, dagli investimenti promessi da tre anni e mai arrivati”.
“Moody’s conferma ciò che noi sappiamo già: se l’Abruzzo sta così male, è perché Chiodi e la sua maggioranza hanno fallito”, la stilettata.
“Fino a oggi – conclude D’Alessandro – abbiamo assistito solo a propaganda e la conferenza stampa di questa mattina dell’assessore Masci ne è la riprova: oltre a essere patetica e farsesca, è allucinante per il rifiuto e il disconoscimento delle responsabilità, tutte del centrodestra”.
PAOLUCCI: “BASTA MINIMIZZARE”
L’AQUILA – “Basta minimizzare ogni indicatore economico negativo. Questa volta l’Abruzzo sprofonda agli ultimi posti della graduatoria Moody’s e Chiodi non può permettersi di dire che c’è chi sta peggio. Il suo è un disco rotto che gli abruzzesi non vogliono più sentire”. Lo afferma il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci.
“Solo pochi giorni fa Chiodi si vantava, in maniera del tutto imprudente, del buon giudizio (outlook positivo) che Moody’s dava ai conti abruzzesi grazie alla sua opera di risanamento” ricorda Paolucci, “oggi invece arriva a far finta che non siamo di fronte ad un dato drammatico: l’Abruzzo fa due passi indietro e sprofonda in fondo alla classifica, in quel gruppo di Enti pubblici con un rating inferiore a quello dello Stato, varcando la soglia di attenzione. Va aperta una seria discussione sul ruolo delle agenzie di rating, ma per l’Abruzzo intanto questa decisione si trasforma in una doccia freddissima: quando la Regione dovrà tornare sul mercato a chiedere risorse per lo sviluppo, sarà guardata come un ente meno affidabile con tutto ciò che questo comporta”.
“È vero che non sembra necessario ricorrere al mercato, ma è anche vero che i margini di manovra sul fronte entrate-uscite sono quasi del tutto esauriti, e dunque non resta che sostenere la crescita investendo bene quei pochi fondi che si potrebbero avere a disposizione, a partire dai Fas, e spendere tutte le energie per ottenere risorse su Masterplan, Infrastrutture e ricostruzione”.
“È arrivato il momento che Chiodi faccia davvero un bagno di realtà e cambi radicalmente il suo modo di governare questa terra” prosegue il segretario Pd: “L’Italia delle destre sta consegnando alle nuove generazioni un Paese e un sistema di Regioni impossibilitati a programmare qualunque ipotesi di sviluppo. E quando si chiuderà la sua pessima gestione, Chiodi avrà lasciato agli abruzzesi una Regione sprofondata nel sud come non accadeva da decenni”.






