MONTESILVANO – Il blitz dei carabinieri di Montesilvano (Pescara), che oggi hanno posto sotto sequestro cinque centri massaggi gestiti da cittadini cinesi ed eseguito nove ordinanze custodia cautelare per esercizio e sfruttamento della prostituzione fa seguito a un’indagine partita dalla denuncia di una donna che voleva sapere se il marito la tradisse frequentando il centro massaggi e così mandò in avanscoperta il fratello, e da un uomo che soffriva di lombosciatalgia e che una volta all’interno si accorse che i servizi resi all’utenza erano diversi da quelli relativi alla cura della lombosciatalgia.

Come appurato dagli inquirenti, nei centri massaggi non si praticavano solo massaggi, ma anche prestazioni sessuali. Tra le titolari e le lavoratrici, sono state trovate 16 irregolarità amministrative.

Il giro di affari degli otto centri era di oltre un milione di euro all’anno. Nei centri c’era un tariffario dei massaggi e si arrivava fino a 120 euro con massaggi e prestazione sessuale.

Delle nove persone interessate dai provvedimenti, sette sono destinatarie dei domiciliari (due sono ancora irreperibili), con un arresto in carcere per mancanza del domicilio, e due degli obblighi di dimora (una persona destinataria è ricercata).

Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dai gip del Tribunale di Pescara Maria Michela Di Fine e Gianluca Sarandrea, su richiesta dei due pm Paolo Pompa e Giuseppe Bellelli.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati beni per 500 mila euro.