MONTESILVANO – “I cittadini devono sapere la verità: è stata una cospirazione fatta su altri tavoli per interessi particolari. I cittadini sono stati traditi. Questo tradimento, questo golpe, è stato confezionato di domenica mattina da consiglieri regionali e soggetti politici provinciali che mai si sono fatti vedere a Montesilvano”.
Lo ha affermato il sindaco di Montesilvano, Attilio Di Mattia, nel corso della conferenza stampa indetta dopo la decisione di 13 consiglieri di dimettersi facendo cadere l’amministrazione comunale.
“Ho dato mandato ai miei avvocati – ha annunciato – di approfondire la questione e dalle prime informazioni sembrano esserci delle cose da chiarire. L’atto delle dimissioni potrebbe presentare dei vizi di forma; potrebbe essere nullo o venire sospeso. I legali stanno studiando e, in base a ciò che verrà riscontrato, saremo pronti a fare ricorso”.
Di Mattia, generalmente sempre pacato, si è lasciato andare a un vero e proprio sfogo: “uno schifo, un tradimento, un gesto di grande irresponsabilità consumato tra un prosecco e un pasticcino”.
Il sindaco se la prende con “due persone in particolare: il presidente del consiglio comunale, Fabio Petricca, uno dei miei fedelissimi, tra l’altro mio compagno di scuola, e la consigliera Comardi, eletta in Sel e poi sfiduciata, con un padre ingombrante che ha partecipato al golpe targato Forza Italia”.
“La tassa di soggiorno è una scusante – dice Di Mattia -. Questa gente mente sapendo di mentire. Era nelle mie linee programmatiche, votata da tutto il consiglio. La tassa di soggiorno non è il problema, è solo un elemento per coprire la cospirazione. Hanno interrotto il progetto del centrosinistra che cozzava con interessi particolari”. Interessi quali “l’urbanistica, i rifiuti, il forno crematorio, il distretto sanitario, le assicurazioni, la rotazione del personale, e gli affitti di immobili”.
“La coalizione stava lavorando molto bene – aggiunge il sindaco sfiduciato – Ci hanno fermato come una bomba a orologeria. Dobbiamo però essere sereni e compatti per il bene di Montesilvano perché noi abbiamo operato per l’interesse di tutti i montesilvanesi”. A giornalisti che lo hanno interpellano circa il suo futuro, Di Mattia risponde: “non parliamo di me, oggi dobbiamo spiegare ai cittadini perché questa amministrazione è finita”.
Intanto, il prefetto di Pescara ha avviato la procedura per lo scioglimento dell’organo consiliare, disponendo al contempo, la sospensione dello stesso.
Nelle more dell’adozione del provvedimento di scioglimento da parte del presidente della Repubblica, sussistendo motivi di grave ed urgente necessità – si legge in una nota della prefettura – la temporanea gestione dell’Ente è stata affidata ad un commissario prefettizio nella persona del vice prefetto Maria Pia De Rosa, in servizio presso il ministero dell’Interno – Dipartimento Affari Interni e Territoriali.
SCIOLTO IL CONSIGLIO COMUNALE: PREFETTO NOMINA COMMISSARIO
Il prefetto di Pescara, Vincenzo D’Antuono, ha avviato la procedura per lo scioglimento del Consiglio comunale di Montesilvano (Pescara) in seguito alle dimissioni di 13 consiglieri su 25, disponendo la sospensione dello stesso e affidando la gestione temporanea dell’ente a un commissario prefettizio, il viceprefetto Maria Pia De Rosa, in servizio presso il Ministero dell’Interno – Dipartimento Affari Interni e Territoriali.
“Nelle more dell’adozione del provvedimento di scioglimento da parte del presidente della Repubblica – si legge in una nota della prefettura – sussistendo motivi di grave ed urgente necessità, la temporanea gestione dell’ente è stata affidata a un commissario prefettizio”.





