MONTESILVANO – “I sondaggi fatti dal Pdl dicono che il mio nome è in cima al gradimento dei cittadini, per cui il candidato naturale del centrodestra sono io”.

Smentisce le voci che lo danno in uscita dal palazzo di città, il sindaco di Montesilvano (Pescara), Pasquale Cordoma.

Perciò, prosegue Cordoma, “oggi affermo con forza la mia contrarietà alle primarie di partito, come qualcuno ha paventato, visto che i numeri sono chiari e affermano il mio primato”.

“A questo punto – ribadisce il primo cittadino – in funzione anche dei risultati venuti fuori dal test, nessuno potrà chiedermi di fare un passo indietro in funzione di poltrone o di altre forme di salvataggio politico, perché non sono interessato né alle une né alle altre, ma solo alla mia città alla quale, sacrificando famiglia e lavoro, ho dato tutto”.

IL COMUNICATO INTEGRALE

La confusione che in questi giorni regna, quando si parla della candidatura a sindaco per le imminenti elezioni, sicuramente non giova al Pdl e alla futura coalizione che con il Pdl si presenterà al cospetto del corpo elettorale. Il candidato naturale per il Pdl sono io, così come per diverso tempo anche il capogruppo Luigi Marcheggiani ha ribadito sugli organi di stampa, a meno non sia io stesso costretto a dover rinunciare.

In questi cinque anni ho preso per mano la città sollevandola da una posizione di difficoltà economica, strutturale e organizzativa. Certo, i primi tempi sono stati di apprendistato, difficili, in quanto nessuno nasce sindaco, ma oggi al cospetto di un risanamento delle finanze comunali e a una corposa e coraggiosa azione di investimento, per circa 20 milioni di euro di opere pubbliche sulla città, nessuno può dire, se non in malafede, che ho fatto poco per Montesilvano.

Ieri sera, prima della riunione del tavolo provinciale, ho incontrato Lorenzo Sospiri, il quale mi ha svelato l’esito dell’atteso sondaggio che decreta il mio nome in vantaggio su tutti gli altri candidati della coalizione e non. A questo punto non ci sono più dubbi e il partito, nella figura del nostro coordinatore provinciale, in tempi strettissimi potrà annunciare la mia ufficiale candidatura per iniziare la campagna elettorale che ci porterà alla vittoria sui nostri avversari del centrosinistra.

Il Pdl oggi ha bisogno di dirigenti coraggiosi che, forti dei dati di questo sondaggio che vede tra l’altro il Pdl da solo vicino al 30 per cento, non temano di perdere per strada qualcuno che invece a metà consiliatura ha pensato bene di lasciare la nave proprio quando la tempesta infuriava (ricordo che se la mia giunta è arrivata fino ad oggi lo si deve  ad un consigliere di minoranza che per un forte senso di responsabilità verso la città assicurò il numero legale  durante una drammatica seduta di Consiglio comunale).

E nemmeno altri che, pur non essendosi presentati con la nostra coalizione nel 2007 oggi, dopo aver ricoperto anche posti di responsabilità, si permettono di inviare lettere ai cittadini con annesso biglietto da visita personale per informarli del diritto di un contributo. Inoltre, al sottoscritto si vogliono addebitare responsabilità di scelte politiche fatte solo dai partiti (vedi l’ingresso in giunta di Di Giacomo e Di Felice al posto di Passerini e Gervasi).

Oggi affermo con forza la mia contrarietà alle primarie di partito, come qualcuno ha paventato, visto che i numeri sono chiari e affermano il mio primato. Ritengo convintamente di aver lavorato bene e quindi di avere il diritto naturale a terminare il lavoro iniziato. Ed è proprio questo lavoro svolto (scuole, distretto sanitario, sistemazione acque bianche e viabilità, variante Prg, Palaroma, parchi ed aree per più di 25mila metri quadrati, alloggi popolari e tanto altro) che voglio portare avanti e terminare, senza altre velleità. A questo punto in funzione anche dei risultati venuti fuori dal test, nessuno potrà chiedermi di fare un passo indietro in funzione di poltrone o di altre forme di salvataggio politico, perché non sono interessato né alle une né alle altre, ma solo alla mia città alla quale, sacrificando famiglia e lavoro, ho dato tutto.