L’AQUILA – “Di questa vicenda vorrei parlarne il meno possibile, perché la speculazione è talmente ampia che stasemplicemente danneggiando il prodotto con un conseguente deprezzamento”.

Con queste parole, l’assessore regionale abruzzese con delega alle Politiche agricole, Mauro Febbo, mette la parola fine sulla storica querelle tra Toscana ed Abruzzo sul marchio vinicolo ‘Montepulciano’, riaperta in occasione dell’ultima edizione del Vinitaly.

“Dal 1992 la Regione Toscana ha iniziato ad interessarsi alla questione, dimenticando che da quando l’Abruzzo ha registrato il marchio, nel 1963, ha investito svariati milioni di euro sul prodotto e la sua commercializzazione”, spiega Febbo ad AbExpress.

“Negli anni scorsi – aggiunge – la Toscana si è anche appellata alla Comunità Europea, ottenendo semplicemente un respingimento”.

“Secondo i toscani si creerebbe una confusione commerciale tra i due prodotti, che anche secondo me – puntualizza Febbo – è una questione totalmente infondata perché il marchio ‘Montepulciano d’Abruzzo’ si è ormai ben affermato negli anni”.

E in merito al Vinitaly l’assessore precisa: “Se si considera che il Montepulciano d’Abruzzo durante la manifestazione veronese sia passato dall’Allegato ‘B’ all’Allegato ‘A’, questo conferisce ancor maggior autenticità e dunque più sicurezza in merito all’appartenenza al nostro vino”.

“Non vorrei che del Vinitaly 2011 rimanesse il ricordo dell’ennesima puntata di questa querelle, abbiamo avuto numerosi riconoscimenti questo è ciò che importa!”.

Infine chiosa sui viticoltori: “Non abbiamo nulla da temere; i produttori sono sereni perché la denominazione è blindata”.