L’AQUILA – “Ho il ricordo di una scienziata vera che ha mantenuto sempre un tratto di grande umanità e squisita cortesia senza nessuna arroganza e atteggiamento di superiorità o sopra le righe”.
Così il professore dell’università dell’Aquila Sergio Tiberti ricorda il premio Nobel Rita Levi Montalcini scomparsa ieri pomeriggio a Roma all’età di 103 anni.
L’ordinario di Igiene e della facoltà di Medicina aquilana ha conosciuto la scienziata e rivela anche aneddoti significativi.
“Conservo un ricordo estremamente bello – spiega commosso – L’ho conosciuta quando ero componente della commissione per la Farmacopea italiana. L’Istituto superiore di Sanità organizzò un grande evento al quale intervenne l’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Addirittura la scienziata ci fece vedere in un giro che facemmo all’interno dell’istituto il sottoscala dove aveva lavorato da giovane. Era presente anche l’altro premio Nobel italiano Dulbecco”.
“Comunque – aggiunge – ho incontrato la Montalcini diverse volte in cerimonie ed eventi e ha sempre avuto comportamenti improntati sulla massima cortesia, cordialità e gentilezza”.
Tiberti rivela anche una altro episodio: “ricordo che nel 1991 in occasione di un congresso internazionale sui campi elettromagnetici al quale era stata invitata, mostrò una cortesia e una educazione squisite perché mi annunciò che avrebbe voluto partecipare ma che doveva rinunciare perché aveva impegni fuori dall’Italia”.
“È arrivata, beata lei, a 103 anni lucida e molto attiva nonostante una grave patologia oculare negli ultimi anni l’avesse limitata – continua il docente aquilano – L’Italia perde un grande personaggio e il mondo scientifico internazionale un grandissimo scienziato”.
“Sicuramente avremo novità sul fattore di crescita che aveva scoperto e che le era valso il premio Nobel, ci saranno ulteriori applicazioni in campo medico”, conclude. (b.s.)






