L’AQUILA – Sono 83 i comuni abruzzesi in cui si pagherà la mini-Imu, la cui scadenza è fissata per il prossimo 24 gennaio.

L’imposta, dovuta per la prima abitazione, l’ennesimo salasso per i cittadini sulla casa, a livello di capoluoghi di provincia si pagherà solo a Teramo, mentre L’Aquila, Chieti e Pescara non hanno aumentato l’aliquota minima del 4 per mille che consente l’esenzione per tutti gli altri contribuenti.

“La scelta dell’amministrazione comunale dell’Aquila prevede che l’Imu non venga pagata – riferisce l’assessore al Bilancio del capoluogo Lelio De Santis – Abbiamo scelto di adottare tariffe più basse del 4 per mille, siamo stati previdenti in maniera da permettere alla gente di affittare in maniera trasparente e quindi calmierare il mercato delle locazioni”.

Stesso scenario a Chieti e Pescara dove la scelta di non applicare l’imposta è apparsa “lungimirante e permetterà ai cittadini di non pagare altre tasse, come invece sono costretti a fare molti altri italiani”, come sottolinea l’assessore al Bilancio di Chieti Roberto Melideo sul sito del Comune.

Un privilegio di cui non usufruiranno i proprietari di edifici in più di 2.000 comuni italiani, dove l’aliquota 2013 è stata innalzata oltre la soglia base del 4 per mille: in questi casi si dovrà versare il 40% della differenza tra l’aliquota Imu stabilita dal Comune e quella base.

A Pescara lo stesso, mentre i teramani saranno meno fortunati, anche se non andranno pagati gli importi inferiori ai 12 euro, come ha spiegato sul portale dell’amministrazione comunale l’assessore al Bilancio e alle finanze Alfonso Di Sabatino Martina.

Tra i restanti comuni abruzzesi interessati dalla mini-Imu si trovano alcuni grossi centri come Lanciano, Vasto e San Salvo, nel Chietino, Atri, Pineto e Silvi in provincia di Teramo, e Pratola Peligna (L’Aquila). (ha collaborato Elisa Mililli)

L’ELENCO DEI COMUNI ABRUZZESI IN CUI SI PAGA