SULMONA – Ancora un violento attacco a un giornalista mentre sta svolgendo il proprio lavoro. È ormai quotidianità». La denuncia arriva, martedì 30 settembre 2025, dal Sindacato Giornalisti Abruzzesi. «Questa volta – spiega in una nota l’Assostampa – a subire minacce gravi, tentativi pesanti di intimidazione è stato il collega   del Centro. Andrea D’Aurelio, che all’interno del tribunale di Sulmona (L’Aquila)  è stato aggredito verbalmente da parenti a vario titolo di un uomo arrestato per reati di droga (fermato dalla guardia di finanza con oltre un chilo di sostanze stupefacenti e 236mila euro in contanti), con frasi che vanno da ‘attento a quello che scrivi’, ‘vuoi vedere che ti scanniamo qua. Tu fai una brutta fine. Non esci vivo’, e simili».

Il Sindacato dei giornalisti abruzzesi è «vicino al collega D’Aurelio, esprime a lui piena solidarietà e denuncia ancora la pericolosità del clima di insofferenza che a più livelli viene generato verso la libertà di stampa. Il collega ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine e sporto querela, il sindacato – conclude l’Assostampa – lo affiancherà nelle decisioni a propria tutela che deciderà di intraprendere».

Secondo il racconto dello stesso cronista, la prima a rivolgergli la parola è stata una donna che si è qualificata come madre dell’arrestato: «Io sono la mamma, stai attento a quello che scrivi» ha detto con tono intimidatorio. Subito dopo è intervenuta la moglie del 36enne, che ha rincarato la dose con minacce più gravi. Sul posto erano presenti anche altri familiari del 36enne. A quel punto il giornalista, ha contattato il numero di emergenza 112 chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.

In tribunale è giunta una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Sulmona che ha identificato i presenti e raccolto le prime sommarie informazioni. D’Aurelio ha dichiarato di riservarsi di presentare denuncia-querela nelle prossime ore, non tanto per timore della propria incolumità quanto per tutelare il diritto di cronaca e denunciare un episodio che, a suo avviso, deve essere stigmatizzato con fermezza. Il cronista è stato quindi sentito dai carabinieri degli uffici della polizia giudiziaria. Il procuratore della Repubblica, Luciano D’Angelo, ha vietato la sosta nell’area esterna del Tribunale per questioni di sicurezza. Solidarietò anche dall’Ordine regionale dei giornalisti.