L’AQUILA – I pensionati che ricoprono incarichi in Regione, finora gratuitamente, potranno ricevere anche un’indennità. È uno degli effetti del sub emendamento di maggioranza che ha infarcito di misure dell’ultim’ora la legge Milleproroghe approvata in Consiglio regionale a notte fonda, dopo la manovra di bilancio.

Tra le proteste degli oramai stremati consiglieri di opposizione del centro destra, del Movimento 5 stelle e di Sinistra Italiana.

Nel provvedimento sono previste anche le proroghe per gli interventi edilizi previsti della legge sui sottotetti e quella del Piano casa, per accedere ai condoni, modifiche di funzionamento del Comitato valutazione impatto ambientale, seppure molto più timide rispetto alle iniziali intenzioni della maggioranza ed anche un norma anch’essa controversa che allunga la vita alle Comunità montane, enti oramai fantasma che potranno anzi diventare i gestori dei servizi sociali dei comuni che si associano.

La misura più controversa è però senz’altro quella che permetterà ai commissari e amministratori di vertice dei vari enti e agenzie regionali, ma anche ai componenti delle segreterie politiche della Regione di poter cumulare alla loro pensione, o anche vitalizi da ex consigliere regionale o parlamentare italiano ed europeo, anche un’indennità.

Cosa finora non prevista in Abruzzo, in virtù delle norme approvate ai tempi di Gianni Chiodi.

Ora sarà possibile, come prevede invece la norma nazionale, la legge 147 del 2013, di cumulare alla pensione o vitalizio anche l’indennità per l’incarico politico ricoperto, con un tetto complessivo però dei 200 mila euro annui lordi.

Una norma che le opposizioni hanno definito “ad personam”, visto che potrà consentire la retribuzione ad esempio di Giampiero Leombroni, pensionato e commissario dell’Ente Regionale per il servizio idrico integrato (Ersi), ed anche dell’Azienda regionale delle attività produttive (Arap), un pupillo di Luciano D’Alfonso, o anche di Paolo Menduni, ex direttore generale della Asl dell’Aquila e in seguito di quella di Caserta, attualmente in pensione, nominato commissario straordinario dell’Agenzia di informatica e committenza (Aric).

Non potrà usufruirne in modo retroattivo Mario Amicone, che ha dovuto rinunciare al vitalizio da ex consigliere regionale, per essere retribuito come direttore generale dell’Agenzia regionale tutela ambientale (Arta), incarico che lascerà il 31 dicembre. E che ha ingaggiato una battaglia legale contro il divieto di cumulo tra indennità e vitalizio, prevista nella legge regionale che porta la firma dell’ex consigliere regionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo.

A lanciare strali contro questo provvedimento contenuto nel Milleproroghe in particolare Lorenzo Sospiri capogruppo di Forza Italia.

“Una persona che ha finito il suo percorso lavorativo – ha commentato in aula – non mi pare giusto che venga pagato due volte, visto che ci sono tanti giovani che se ne vanno, e che andrebbero invece valorizzati”.

La verità ha aggiunto Sospiri, è che “sul contenimento dei costi la maggioranza fa solo propaganda, visto che questa misura porterà ad esborsi elevati, visto che ci sono tante figure di vertice in Regione, che sono ad esempio prossime alla pensione, che offrivano la loro prestazione gratis e che dovranno d’ora in avanti essere retribuite”.

Il Movimento 5 stelle ha ricordato a D’Alfonso quando esibiva come suo merito quello di aver nominato Leombroni e Menduni, “grandi professionalità che non costeranno nulla alle casse della Regione”.

Fa discutere poi la norma apparentemente neutra, che proroga di un 15 mesi il tempo a disposizione dei commissari per liquidare le Comunità montane, anche perché non vengono erogati i 5 milioni di euro che favorirebbero questo processo.

Nel Milleproroghe, è stato però aggiunto, come denunciato con forza da Sospiri, la possibilità per i commissari liquidatori di gestire le politiche sociali, dei Comuni che si uniscono. “Non è dato a sapere con quali risorse a carico dei Comuni”, ha evidenziato il forzista.

Nel Milleproroghe è contenuta poi una norma sul personale tecnico addetto alle istruttorie dei piani o progetti da depositare al comitato di Valutazione di impatto ambientale (Via).

Se non si riesce a trovare, precisa il subemendamento, all’interno dell’organico regionale personale che come prevede la legge si è “distinti per pubblicazioni scientifiche nazionali o internazionali”, si può assegnare l’incarico anche all’esterno della Regione, a professionisti privati che questo requisito ce l’hanno.

Nella precedente bozza del Milleproroghe la maggioranza voleva semplicemente cancellare il requisito, ed anche cancellare l’obbligo del Comitato Via di recarsi in sopralluogo nei luoghi interessati da un progetto o da un piano su richiesta di associazioni o cittadini.

A creare qualche stanca polemica anche la misura che consente interventi di riqualificazione urbana e naturalistica della fascia costiera della riserva naturale della Pineta dannunziana di Pescara. Una porta aperta alla cementificazione di uno dei pochi polmoni verdi di Pescara, per il Movimento 5 stelle, un’opportuna misura per riqualificare la pineta, con piccoli e utili interventi, consentiti per altro dal Piano paesistico e dal Piano di assetto naturalistico. Tenuto conto che le opere di riqualificazione le potrà fare solo l’ente pubblico, non i privati.

Il consigliere Leandro Bracco di Sinistra Italiana ha poi contestato l’aumento del budget, introdotto anch’esso all’ultimo momento con il subemendamento, da 211 mila ora 246 mila euro del fondo gestito dal Consiglio regionale per l’organizzazione di eventi, congressi e mostre di carattere culturale. Il beneficiario dei 35 mila euro aggiuntivi sarà il premio Flaiano di Pescara.

Approvati senza contestazioni di sorta la proroga di un altro anno del Piano casa abruzzese, ovvero la possibilità di usufruire della legge regionale 6 del 2009, che consente l’ampliamento degli edifici e delle unità immobiliari legittimamente ultimate entro il 31 marzo 2009 in cui almeno il 50 per cento della superficie sia destinato ad uso residenziale.

Gli edifici con queste caratteristiche possono essere ampliati fino al 20 per cento della superficie esistente, fino ad una massimo di 200 metri cubi. È in ogni caso consentito un ampliamento di almeno 9 metri quadri per gli edifici esistenti di modeste dimensioni. Per le demolizioni e ricostruzioni, invece, è previsto un incremento volumetrico del 35 per cento.

Nel caso in cui il proprietario di un immobile ceda gratuitamente al Comune l’area su cui è situato l’edificio, impegnandosi a sistemarla a verde pubblico attrezzato, parcheggi o a fornirla di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, può usufruire di un ulteriore bonus, pari al 30 per cento della superficie dell’immobile demolito. Il nuovo fabbricato deve però raggiungere la classe energetica B.

Prorogata di un altro anno anche la possibilità di fare domanda di sanatoria di costruzioni abusive, come previsto dall legge 47 del 1985, e successive modifiche.

Prorogati anche i termini previsti dalla legge regionale 5 del 2006, per il recupero abitativo dei sottotetti a condizione, va ricordato, che l’edificio dove è ubicato il sottotetto sia stato realizzato nel rispetto delle normative comunali e regionali vigenti e l’altezza media della soffitta sia superiore ai 2,40 metri, e la parete minima a 1,4 metri, un metro nelle aree montane.

Recuperi e interventi edilizi che incrementano, con le imposte e gli oneri, le entrate nelle esangui casse dei Comuni, senza consumo di suolo.

Prorogati poi i termini per il rilascio di concessioni demaniali marittime a carattere stagionale o temporaneo per attività turistiche e ricreative in quei comuni che non hanno ancora assegnato in concessione nuove aree. E di un altro anno i termini il tempo per rendere operativa la riforma degli ambiti socio-sanitari.

Nel Milleproroghe si conferma anche la decorrenza del 1 gennaio 2017 per il trasferimento ai Comuni delle funzioni precedentemente esercitate dalle Province in materia di turismo e sport.

Nella precedente versione del Milleproroghe c’erano anche le funzioni di intervento di difesa suolo e di difesa dei corpi idrici. La polemica su questa misura , in commissione bilancio, si era però incentrata sul fatto che i Comuni non avevano le risorse e il personale adeguato per poter gestire queste funzioni.