L’AQUILA – Svolta nelle indagini sulla morte del militare del nono reggimento alpini dell’Aquila, Massimiliano Provaroni, trovato morto in una stanza di hotel nella notte tra sabato e domenica in centro a Perugia.
Nella tarda serata di martedì è stato arrestato uno spacciatore tunisino, Mohamed Sahroui di 26 anni, che secondo i Carabinieri avrebbe venduto al militare la droga che ne avrebbe causato la morte.
Lo spacciatore era già noto alle forze dell’ordine per reati legati agli stupefacenti.
Come riporta il quotidiano on line Umbria24 i militari hanno ricostruito le ultime ore di vita di Provaroni, giunto nel capoluogo umbro con la fidanzata di origini romene residente ad Avezzano, città dove egli stesso risiedeva pur essendo nato a Rieti.
I due avrebbero trascorso la serata tra locali del centro, acquistando la droga che poi avrebbero consumanto in albergo. E’ stata la ragazza a scoprire il cadavere del giovane la mattina successiva: nel corso delle perquisizioni successive sono state ritrovate alcune bustine il cui contenuto, presumibilmente cocaina , sarà stabilito con gli esami di laboratorio.
Decisiva la testimonianza della fidanzata del militare, i cui funerali si sono svolti nel reatino e che secondo l’autopsia è morto a causa di un’edema polmonare acuto, che ha individuato il magrebino su un album fotografico




