MILANO – I pubblici ministeri di Milano Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci hanno chiesto la condanna a 4 anni di reclusione per l’agente dei fotografi Fabrizio Corona accusato di bancarotta fraudolenta e evasione fiscale in relazione al fallimento della sua società la Corona’s.

Corona ha scelto il rito abbreviato. I pm hanno chiesto il rinvio a giudizio anche per Lele Mora, imputato di evasione fiscale.
 
L’entità della pena chiesta per Corona, già in previsione dello sconto di un terzo previsto dal rito scelto, tiene conto anche della collaborazione dell’imputato nella richiesta alla Repubblica di San Marino di consegnare alla magistratura italiana 1,2 milioni di euro, rendendo più snelle le procedure.

I soldi sono arrivati l’altro ieri e coprono tutti gli insinuati al passivo ad eccezione del fisco, vale a dire di tutti quelli che vantavano un credito verso la sua società e che potranno in questo modo vedersi restituire i soldi. Per questo i pm hanno chiesto per Corona la concessione delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate. Cosa che gli varrebbe un ulteriore sconto rispetto alla pena base di 6 anni prevista per i reati a suo carico.
 
Nell’udienza di oggi hanno discusso inoltre le due parti civili costituite, la curatrice del fallimento e l’avvocatura dello Stato, nonché il difensore di Mora che ha sollevato un’eccezione di competenza territoriale del giudizio, a suo dire il tribunale di Bergamo, e comunque il proscioglimento del suo assistito.

Altri quattro imputati accusati a vario titolo di emissione di fatture false a riciclaggio hanno chiesto di patteggiare. Il procedimento è stato poi rinviato alle 15.30 del 12 aprile per dare la parola al difensore di Corona. Un’altra udienza è fissata per il 28 aprile per le repliche delle parti. Al termine il gup dovrebbe emettere la sua decisione.