ALBA ADRIATICA – “Esistono valori e principi di cui, chiunque entri a far parte del Partito democratico, deve necessariamente esserne convinto. Non deve destare clamore il fatto che sia stata presa una determinata decisione che ha riguardato Gabriele Viviani. Deve destare clamore quello che Viviani ha reso pubblico attraverso il suo profilo Facebook“.

Lo afferma in una nota Andrea Catena, consigliere del presidente della Regione Luciano D’Alfonso, dopo che il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Sandro Mariani, si è detto pronto a riconsegnare la tessera e ha accusato sia il segretario regionale, Marco Rapino, che lo stesso governatore, considerando che “un partito deve essere un luogo dove ognuno può dire la sua”.

“L’immigrazione è un tema difficile per la delicatezza dell’argomento e per le paure che ne derivano – ribatte Catena – e non si può risolvere una questione così importante con frasi pubblicate su un social network molto più vicine ad altri partiti e movimenti, piuttosto che al Partito democratico”.

“Il nostro – aggiunge – è il partito che cerca di far camminare insieme i principi in cui crediamo e gli interessi di tutta la popolazione con una maggiore sicurezza. Siamo il partito che governa e trova soluzioni a questo problema, non siamo e mai saremo un partito che non dimostra di essere all’altezza dei valori in cui crede”.

“Per quanto riguarda la scelta di affidare all’assessore Dino Pepe il ruolo di commissario ad acta – spiega infine Catena – si tratta di una decisione presa in linea con quanto fatto precedentemente in altri casi di commissariamento: affidare questo compito a consiglieri e assessori regionali. A Teramo, ad esempio, il commissario è il consigliere regionale Sandro Mariani”.