L’AQUILA – “Entro la fine di novembre verranno firmati i mandati per i pagamenti dovuti alle imprese, esclusi quelli che mostrano criticità derivanti da atti che suscitano dubbi”.

Tradotto: la direzione regionale dei Beni culturali non pagherà tutti i 600 mandati di pagamento per circa 12 milioni di euro a imprese e fornitori, in stato di mobilitazione, che nella stragrande maggioranza hanno lavorato nella ricostruzione post-sisma dell’Aquila.

È lo stesso direttore regionale ad interim per l’Abruzzo in tandem con l’Umbria, Francesco Scoppola, arrivato all’Aquila il 15 ottobre scorso, ad annunciarlo.

“Non si tratta di cercare norme che ci permettano di non pagare – spiega Scoppola – Non stiamo mettendo in discussione i percorsi e i pagamenti, si cerca di acquisire documenti se manca qualcosa, si fanno quindi passi per la prosperità economica”.

Non si tratta della prima promessa di Scoppola in tal senso, anche se quasi nulla si è mosso finora: i pagamenti al Mibact sono fermi dal 16 aprile scorso, quando è scaduto il mandato con l’allora direttore regionale, Fabrizio Magani.

Quest’ultimo era stato confermato verbalmente dal ministro Dario Franceschini nella prima visita al capoluogo abruzzese a soli 3 giorni dal giuramento del governo Renzi, ma poi è stato trasferito a Roma anche per via del coinvolgimento in un’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila su presunte tangenti negli appalti per la ricostruzione di chiese e monumenti.

Nel capoluogo, nella sede regionale di via Filomusi Guelfi, per velocizzare il gravoso lavoro di emettere i mandati di pagamento sono giunti due ispettori del ministero e, molto presto, arriveranno dipendenti regionali a sostegno per questa fase, almeno fino al prossimo 30 novembre, quando termina il mandato di Scoppola.

Come annunciato dal presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e dallo stesso Scoppola in una conferenza stampa martedì scorso.

Ma nonostante tutte le iniziative e gli annunci del direttore regionale Mibac, nulla si è sbloccato e le imprese continuano a protestare, molte denunciando di rischiare il fallimento.

Sui ritardi, Scoppola sottolinea che, per utilizzare le donazioni, è stata appena ricevuta l’autorizzazione e si sta attivando il conto corrente alle Poste, precisando la tempistica del suo percorso all’Aquila.

“La nomina è del 15 ottobre e fino al 30 novembre, in questo periodo ci sono circa 14 giorni tra sabato e domenica. Nei 30 giorni restati, circa 15 sono caratterizzati da impegni in Umbria”, snocciola

Come dire che non c’è molto tempo per recuperare i mesi perduti.

E da questo punto di vista, tutto tace sulla nomina del nuovo titolare della scottante poltrona, dopo che ancora il ministro Franceschini, in una recente visita a Santo Stefano di Sessanio, ha spiegato che l’Abruzzo non sarà accorpato, come recita la riforma complessiva del settore, per creare “una direzione di emergenza”, alla luce delle gravose e complesse responsabilità per la ricostruzione dell’immenso patrimonio culturale pesantemente danneggiato dalla scossa delle 3.32. Berardino Santilli