L’AQUILA – O in mare, o niente.
Il passaggio nelle acque dell’Adriatico del tratto abruzzese del metanodotto Snam è la proposta alternativa lanciata questa mattina da rappresentanti dei comitati oppositori al progetto affiancati dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e dall’assessore comunale all’Ambiente e presidente del coordinamento anti gasdotto, Alfredo Moroni.
Durante la conferenza stampa che si è tenuta presso la sede del municipio, sono state sottolineate le criticità del progetto denominato “Rete Adriatica” che investe tutta l’Italia, partendo da Massafra (Brindisi) fino a Minerbio (Bologna) e che in Abruzzo, secondo quanto sottolineato con forza dagli oppositori, si scontra con questioni importanti, come il tasso di sismicità molto elevato, visto che attraverserebbe tutte le località colpite dal terremoto del 6 aprile 2009.
Il tracciato alternativo, come illustrato questa mattina da Mario Pizzola del comitato Sulmona, potrebbe raggiungere l’area di San Salvo da Briccari (Foggia) o da Vastogirardi (Campobasso). Da qui entrerebbe in mare per rientrare sulla terraferma a Ravenna.
La proposta verrà discussa a settembre dal governo in un tavolo interistituzionale, come deciso dopo la recente approvazione della Camera dei Deputati, in particolare da parte del sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, dell’ordine del giorno del Partito democratico, firmato da Walter Verini, Giovanni Lolli, Raffaella Mariani e Massimo Vannucci.
Prima della riunione di settembre, però, i comitati vogliono altre certezze, in particolare sul progetto della centrale di compressione che deve essere realizzata a Sulmona.
“È necessario – ha spiegato Pizzolla – un atto formale da parte del ministero affinché i due procedimenti, quello del metanodotto e quello della centrale vengano riuniti in un’unica procedura. In secondo luogo chiediamo il ritiro di tutte le procedure in corso, in particolare la sospensione della conferenza di servizi sulla centrale fino a settembre”.
L’assessore Moroni ha poi rivolto un appello al presidente della Regione, Gianni Chiodi, affinché “neghi l’intesa, in accordo con la decisone del Consiglio regionale che ha detto ‘no’ alla realizzazione di impianti e centrali connesse che ricadano in territori a rischio sismico”.
Il primo cittadino dell’Aquila ha invece sottolineato l’approccio sbagliato della compagnia petrolifera riguardo la realizzazione di quest’opera “che ci è piombata addosso senza un’attenta valutazione e senza il consenso da parte della popolazione”.
“Chiediamo – ha aggiunto – di convocare una conferenza anche con i tecnici, per capire anche perché sia stato deciso che l’impianto non debba passare dove inizialmente avrebbe dovuto, ovvero in mare”.
Presente alla conferenza stampa anche il consigliere provinciale nonché vicesindaco di Navelli (L’Aquila), Paolo Federico, che ha ribadito la volontà del Comune di battersi contro il “pachiderma mondiale” Sna.
“A Navelli – ha detto – l’impianto dovrebbe passare vicino le case, nel sito archeologico di Peltuinum addirittura nell’anfiteatro. Sul rischio sismico, inoltre, nessuno ci ha mai dato risposte certe”.





