PALERMO – Matteo Messina Denaro ha una prognosi grave. Tra i chirurghi della clinica Maddalena che hanno avuto le sue cartelle cliniche in mano e che poi hanno operato il boss mafioso nel maggio 2021 c’è chi oggi si spinge a dire che ha un’aspettativa di vita che va da un anno e mezzo a tre anni.
La clinica, in via San Lorenzo, di Guido Filosto, centro di alta specializzazione col dipartimento oncologico di terzo livello, oggi dopo le ore concitate di ieri mattina è tornata alla normalità. Pazienti in attesa per il day hospital, via vai agli ingressi, riunioni tra gli specialisti.
Vittorio Gebbia, responsabile dell’Oncologia medica ha visitato il boss, alias Andrea Bonafede, nel gennaio 2021 prima di una valutazione multidisciplinare chirurgica, dopo l’operazione per un “adenocarcinoma mucinoso del colon” nell’ospedale di Mazara del Vallo avvenuta il 13 novembre 2020. La sua valutazione parlava di condizioni generali buone, sintomatologia caratterizzata da astenia, cioè debolezza generale e riduzione della forza muscolare. Il boss aveva già subito, non si sa quando e dove, un intervento di ernioplastica inguinale e uno di emorroidectomia.
Messina Denaro, che per i medici era Andrea Bonafede di Campobello di Mazara, disse di soffrire di emicrania e di non avere familiari che abbiano avuto tumori.
“Le sue condizioni sono gravi – dice Gebbia – la malattia ha avuto un’accelerazione negli ultimi mesi. Non lo definirei un paziente in buone condizioni di salute. Sono certo che continuerà a ricevere tutte le cure di cui ha bisogno. Ieri i carabinieri mi hanno chiesto se posticipare di tre, quattro giorni il ciclo di chemioterapia che avrebbe dovuto fare qui avrebbe avuto conseguenze e io ho firmato l’autorizzazione perché un ritardo così contenuto non avrà alcun effetto sul suo stato di salute”.
Gebbia dice che la prognosi infausta è stata “accolta con grande dignità” dal paziente che aveva, la “piena consapevolezza delle sue condizioni di salute” e “nessun atteggiamento che potesse destare sospetti” sulla sua vera identità. Dopo la valutazione multidisciplinare chirurgica e la risonanza magnetica che scopre le metastasi al fegato gli specialisti scrissero che “il quadro depone per malattia ad alto rischio”.
Dopo i 4 cicli di chemio il boss venne operato per la resezione delle metastasi al fegato alla Maddalena il 4 maggio 2021. Il mafioso era ottimista. Gentile scherzava coi chirurghi: “Forza che ce la facciamo. Mettetemi a posto che devo tornare in palestra”.
L’operazione durò tre ore. Al risveglio Messina Denaro chiese ai medici: “Avete tolto tutto?”. Dopo l’operazione ricominciò le sedute di chemioterapia. Interrotte ieri alla Maddalena dal blitz del Ros.






