TERAMO – “Non c’è nessuna lacuna nel racconto della scomparsa della moglie, fatta dal mio assistito, e a noi, per ora, non risulta che dai tabulati telefonici emerga che si lui si trovasse a Ripe di Civitella nel pomeriggio del 18 aprile”.
Così all’Agi l’avvocato Walter Biscotti, legale di Salvatore Parolisi, il vedovo di Melania Rea, la 29enne di Somma Vesuviana trovata uccisa con 32 coltellate, alcune inferte post mortem forse per depistare le indagini, il 20 aprile scorso nel bosco delle Casermette, in località di Ripe di Civitella del Tronto, in provincia di Teramo.
La donna, secondo Parolisi, si trovava a Colle S.Marco (Ascoli) con lui, nel primo pomeriggio del 18 aprile, quando si è allontanata per andare al bagno in un ristorante della zona, e poi è sparita. Sarà trovata cadavere due giorni dopo, vicino al Chiosco della Pineta, nel teramano, in uno bosco che si trova a circa 18 chilometri dal San Marco.
A farla ritrovare un telefonista che chiamò da una cabina pubblica di Teramo, e che è rimasto ancora sconosciuto nonostante gli appelli della Procura di Ascoli e dei familiari di Melania.
“Il mio assistito – dice l’avvocato Biscotti – ha spiegato tutto, per filo e per segno, e per decine di ore ai magistrati, quello che è accaduto il giorno della scomparsa. Non aveva e non ha niente da nascondere, resta parte offesa e rimane sempre a disposizione degli inquirenti per ogni necessita’”.
Il legale, che insieme al collega Nicodemo Gentile assiste anche Concetta Serrano, la madre di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa ad Avetrana nell’agosto 2010, verrà ad Ascoli la settimana prossima. Al momento non sono in programma, sempre secondo Biscotti, nuove audizioni del caporalmaggiore Parolisi o sopralluoghi nella sua abitazione di Folignano.
Intanto gli inquirenti continuano a lavorare senza sosta sul caso, con nuove audizioni soprattutto di soldatesse della caserma Clementi di Ascoli, dove il vedovo di Melania lavorava come istruttore di reclute.
ATTESI A GIORNI RISULTATI AUTOPSIA, INCHIESTA VERSO TERAMO
TERAMO – Mentre proseguono nel riserbo di magistrati e carabinieri le indagini per l’omicidio di Melania Rea, il medico legale Adriano Tagliabracci a giorni dovrebbe consegnare i risultati definitivi dell’autopsia.
L’anatomopatologo aveva due settimane fa aveva indicato come termine “i primi di giugno” e non essendo ancora arrivato nulla negli uffici della Procura di Ascoli Piceno, è possibile che la prossima sia la settimana buona. Un momento chiave anche per stabilire definitivamente la competenza territoriale. Se verrà confermato che Melania è stata uccisa a Ripe di Civitella, l’indagine dovrà gioco forza passare alla procura di Teramo.
I magistrati abruzzesi avevano partecipato inizialmente all’inchiesta curando gli aspetti legati all’autopsia, ma ai primi di maggio con una decisione sostanzialmente unilaterale, hanno deciso di chiamarsi fuori e passare anche la responsabilità di seguire l’autopsia ai colleghi di Ascoli Umberto Monti, Carmine Pirozzoli, Cinzia Piccioni e Ettore Picardi. L’intero fascicolo sembra però destinato a tornare tutto nelle loro mani.
Anche per questo la Procura ascolana cerca di stringere i tempi dell’inchiesta che prosegue con l’audizione di testimoni, sia presenti a Colle San Marco il 18 aprile quando il marito di Melania, Salvatore Parolisi, ne denunciò la scomparsa, sia fra le persone che hanno frequentato la coppia per motivi di varia natura. Compresi quelli legati al lavoro di Parolisi, caporalmaggiore presso il 235 Rav Piceno, dove addestra le soldatesse.





