TERAMO – Il caporalmaggiore Salvatore Parolisi varcherà oggi l’ingresso del carcere teramano di Castrogno.

A richiedere il trasferimento, la procura di Teramo a cui è passata, per competenza territoriale, l’inchiesta sull’omicidio di Melania Rea .

Il caporalmaggiore, vedovo di Melania, lascerà dunque il carcere di Marino del Tronto ad Ascoli Piceno, dove si trova dallo scorso 19 luglio con l’accusa di omicidio aggravato dal grado di parentela e dalla crudeltà.

Parolisi potrebbe rimanere nel carcere teramano per poco tempo. Qualora ci dovesse essere un’altra ordinanza di custodia cautelare, infatti, il caporalmaggiore potrebbe essere trasferito in un carcere militare.

Ieri la richiesta di un arresto bis per Salvatore, firmata dal procuratore capo Gabriele Ferretti e dai sostituti Greta Aloisi e Davide Rosati, è stata depositata sulla scrivania del gip Giovanni Cirillo, che ha 20 giorni di tempo per decidere.

È stato comunque escluso che la richiesta di arresto contenga nuovi elementi. Un capitolo a parte, nell’indagine condotta adesso dal pool teramano lo merita l’aspetto della telefonata anonima che, nel primo pomeriggio del 20 aprile, segnalò la presenza del cadavere di Melania al chiosco della Pineta di Ripe di Civitella.

Anche i genitori di Melania hanno lanciato un appello al telefonista attraverso il loro legale, Mauro Gionni, durante una puntata dell’Estate in diretta di Rai Uno.

Recentemente i magistrati e i carabinieri sono tornati a invitare l’uomo, dalla cui voce sembrerebbe un anziano, a farsi vivo presso qualsiasi stazione dell’Arma: le sue informazioni sono utili alle indagini e gli inquirenti ne garantirebbero l’anonimato.

LEGALE PAROLISI, ”ACCERTAMENTI PERITI SULLA FOTO AUTO”

“È una delle tantissime cose che non funzionano nell’ordinanza di custodia cautelare”.

Così l’avvocato Valter Biscotti, uno dei legali di Salvatore Parolisi, commenta la notizia – circolata in questi giorni in rete, su alcuni blog, e ripresa da qualche quotidiano locale – di una foto allegata al provvedimento, scattata da alcuni ragazzi a Colle San Marco, in cui s’intravede la sagoma di un’auto che potrebbe essere la Renault Scenic del caporalmaggiore dell’esercito in carcere per l’omicidio della moglie Melania.

La foto, che è stata scattata alle 15.13 del 18 aprile, giorno della ‘scomparsa’ di Melania, è importante, se mai fosse appurato che quella tra gli alberi è l’auto di Parolisi, perché collocherebbe quest’ultimo dove lui ha detto di essere, mentre per l’accusa avrebbe raggiunto il pianoro di Ascoli più tardi, dopo aver ucciso la moglie a Ripe di Civitella (Teramo), nel Bosco delle Casermette.

“Il nostro consulente tecnico, il prof. Roberto Cusani, sta lavorando su questa foto, dove si vede – spiega Biscotti – un’auto con un fanale simile a quello della Scenic, e il colore è scuro, aldilà dei riflessi di luce. Io non so se è quella di Salvatore, ma certamente c’è un’auto, e i ragazzi che erano sul pianoro e hanno scattato quelle foto sono quanto meno inattendibili, perché dicono di non aver visto nulla. Ma è solo una delle tantissime cose che non funzionano nell’ordinanza, e che porteremo al Riesame”.

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