TERAMO – Appartengono a Melania Rea le tracce di sangue repertate dai carabinieri del Ris su alcune assi di legno del casottino del Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella (Teramo), dove il cadavere della giovane donna uccisa a coltellate il 20 aprile è stato ritrovato.
Non sono dunque di aiuto agli investigatori i risultati delle analisi condotte dai carabinieri del Raggruppamento investigativo speciale, resi noti oggi.
Confermata, invece, la notizia che il corpo della donna si presentava con i pantaloni e gli slip abbassati ma prima dell’assassinio Melania non ha subito violenza sessuale.
Intanto a Somma Vesuviana (Napoli) tantissima gente è accorsa alla fiaccolata in ricordo della giovane mamma che oggi avrebbe compiuto 29 anni. “Nessuno dimenticherà il tuo sorriso”: così è scritto sullo striscione che ha aperto il silenzioso fiume di gente che ha sfilato per il centro campano.
Ma le testimonianze di affetto non si fermano a Somma e arrivano da tutto il mondo, come ha riferito il fratello della donna, Michele.
Domani sera il caso di Melania sarà affrontato nella trasmissione Chi l’ha visto?.
I RISULTATI DEI RIS
Le tracce di sangue rilevate dai carabinieri, comprese quelle trovate sull’accendino recuperato accanto al corpo sono di Melania.
Ancora in corso invece gli accertamenti sulle tracce di Dna sull’accendino, test che richiedono tempi più lunghi.
E non è stato trovato sangue nelle microfenditure da arma da taglio individuate sul casotto di legno, che sorge in una zona abitualmente frequentata da militari del Rav Piceno e della caserma di Chieti per le loro sedute di addestramento.
In attesa che venga depositata la relazione finale sull’autopsia, è confermato che il cadavere di Melania si presentava con i pantaloni e gli slip abbassati, anche se la donna non è stata vittima di una violenza sessuale.
Gli investigatori sono propensi a credere che si sia semispogliata prima di essere colpita: spontaneamente o costretta da qualcuno, magari sotto la minaccia di un’arma.
Anche oggi, audizioni e indagini a pieno ritmo: “Seguiamo un filone preciso, che si dirama in più direzioni – spiega un investigatore – senza tuttavia trascurarne altri. Siamo fiduciosi”.
LA FIACCOLATA PER MELANIA
“Nessuno dimenticherà il tuo sorriso”: è così, con questa scritta su uno striscione dove c’è anche la foto di Melania, che, a Somma Vesuviana (Napoli), è appena partita la fiaccolata in ricordo della giovane uccisa in provincia di Teramo.
Tantissimi, nonostante la forte pioggia, stanno prendendo parte al corteo che attraverserà diverse strade del paese.
Bimbi in prima fila, con palloncini bianchi in mano, e anche con uno rosa, a forma di cuore, dove c’è scritto “ciao mamma”.
Prima della fiaccolata, nella chiesa di Santa Maria del Pozzo gremita, si è svolta una cerimonia religiosa alla presenza dei genitori di Melania, Vittoria e Gennaro, del fratello Michele, e anche del marito Salvatore Parolisi.
Nonostante fossero seduti tutti vicini, i Rea al primo banco, Salvatore dietro di loro, l’atmosfera è apparsa abbastanza tesa.
Si sono scambiati il segno della pace, hanno preso tutti la Comunione ma poi nessun contatto tra le due famiglie. Nessuna dichiarazione da parte di Salvatore al termine della messa, e al momento non sembra stia partecipando alla fiaccolata dove, invece, c’è il papà di Melania.
La fiaccolata, organizzata nel giorno del ventinovesimo compleanno della giovane, è iniziata con un minuto di silenzio.
“Lo abbiamo fatto per ricordare lei e tutte le altre vittime di una violenza così brutale – hanno detto gli amici – per avere giustizia e verità”.
LE TESTIMONIANZE D’AFFETTO DALL’ESTERO
Lettere, tante. Ma anche telefonate, perfino dall’Irlanda, dal Belgio per dire “vi siamo vicini”.
Sono moltissime, dice il fratello Michele, le “testimonianze d’affetto che stiamo ricevendo, da tutta Italia e anche dall’estero”.
Sulla sua morte, su quanto successo, Michele, 32 anni, è convinto che “presto ci sarà qualche risposta. La giustizia esiste”.
Di Melania “mi manca tutto, il suo sorriso che faceva sorridere tutti”. “Dove troviamo la forza? Dalla piccola Vittoria, il nostro punto di partenza”, ammette.
“E poi c’è Melania stessa, che ci sta dando una grossa mano”, aggiunge.
La piccola non ci sarà alla fiaccolata, “ma all’arrivo qui a casa in qualche modo le faremo vedere quanta gente voleva bene alla sua mamma”.
Sono già pronte duemila candele per stasera, “spero che ne serviranno molte di più”.
Poi, un passaggio su Salvatore, il marito di Melania. “I suoi tradimenti? Ci siamo chiariti, ha ammesso tutto – spiega Michele – Se ci ha chiesto scusa? Per ora non ne voglio parlare. Quanto alla morte di Melania, credo sia estraneo”.
L’ESERCITO ATTENDE L’ESITO DELLE INDAGINI
TERAMO – “È necessario che la magistratura inquirente e in carabinieri arrivino ad un risultato incontrovertibile nelle indagini per il caso di Melania Rea, e solo di fronte a fatti certi, noi ci potremo muovere direttamente per la parte che potrebbe riguardarci”.
Così all’Agi l’ufficio stampa dell’Esercito Italiano, in relazione alla vicenda dell’omicidio della 29enne di Somma Vesuviana e delle attenzioni degli investigatori sul vedovo della donna, il caporalmaggiore e istruttore di soldatesse ad Ascoli, Salvatore Parolisi.
“A noi non risulta che siano state avviate indagini interne all’Esercito, sui comportamenti di Parolisi o su quanto sarebbe accaduto nella caserma Clementi – dicono dall’ufficio stampa. È chiaro che alla nostra Arma potrebbe essere stati chiesti degli elementi ulteriori per far luce sulla vicenda, ma sarebbero stati disposti dalla magistratura ordinaria, dagli inquirenti che stanno già da tempo svolgendo l’inchiesta complessiva”.
L’ufficio stampa smentisce anche che la magistratura militare abbia già o starebbe per aprire un indagine propria sul caso: “Sono solo fantasie di blogger che non fanno informazione, e non sono neppure registrati come testate giornalistiche”.
Quanto alla possibilità di azioni disciplinari, nei confronti del caporalmaggiore Parolisi, fonti dell’Esercito non le escludono, solo pero’ se dalle indagini in corso da parte degli inquirenti ascolani emergessero delle “responsabilità certe”.
Insomma, se ci accertassero delle “molestie a personale militare o degli illeciti commessi nell’ambito della caserma, scatterebbero delle punizioni molto dure, e la magistratura militare ne sarebbe poi certamente informata. Ma siamo molto lontani da questa situazione – puntualizzano dall’ufficio stampa – perchè il militare non è neppure indagato. Quindi non possiamo far altro che attendere, con la massima disponibilità a collaborare, l’esito delle indagini degli investigatori di Ascoli”.
SI PARLA DI MELANIA QUESTA SERA A ”CHI L’HA VISTO?”
TERAMO – Si parlerà dell’omicidio di Melania Rea nella puntata di domani sera di Chi l’ha visto? alle 21.05 su Raitre.
Nella puntata, anche aggiornamenti da Avetrana sul caso di Sarah Scazzi.





