MEDITERRANEO: IL FORUM ESALTA DIALOGO, PERDONO E PACE

(REGFLASH) – L’Aquila, 27 ago – “La diversità non è mai stata motivo di scontro. Anzi, essa rappresenta una ricchezza se non viene strumentalizzata”. Con queste parole l’assessore regionale alle Relazioni con i Paesi del Mediterraneo, Mimmo Srour, ha aperto stamane all’Aquila il “Forum internazionale sul dialogo interculturale nel Mediterraneo”. Forum ideato nel più ampio contesto delle celebrazioni per la Perdonanza Celestiniana. Ed è proprio su questo legame, dialogo-perdono-pace, che i primi relatori del convegno si sono confrontati. “Dopo il crollo del muro di Berlino, nel 1989, è venuto meno un nemico, anche ideologico, combattuto per anni – ha aggiunto Srour – E quando ne abbiamo cercato uno nuovo, ecco apparire l’integralismo islamico violento. Quello della tragedia delle Torri gemelle del 2001, che ci ha annientato, espropriato di tutto, anche del diritto di dire la nostra. Ed il Mediterraneo, in primis, è diventato terra di frontiera. Ora – ha auspicato – vogliamo che il Mare nostrum torni ad essere area di pace e di civiltà, dove cristiani, ebrei, ortodossi e musulmani convivano nel rispetto reciproco”. Srour ha quindi fatto cenno a quella Unione del Mediterraneo, ipotizzata dal presidente francese Nicolas Sarkozy, augurando un felice seguito ed alla identità culturale e religiosa “che non va assolutamente sacrificata per non offendere l’altro”. Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ed il presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, hanno plaudito l’iniziativa di Srour, e della Regione Abruzzo, di fare idealmente dell’Aquila la “città mondiale della pace”, in linea col messaggio di Celestino V. “Le differenze si possono combattere solo esaltandole – ha detto Cialente – Il mio sogno, come quello di tutti noi, è quello di non assistere più a quelle traversate di disperati nel Mediterraneo che non cercano un futuro migliore, ma il futuro tout court. Dobbiamo renderci conto che non si possono più accogliere solo rifugiati politici, ma anche rifugiati per fame”. La presidente Pezzopane ha condannato “il modo odierno di fare politica, che pensa di superare i contrasti etnici, religiosi ed economici, con guerre e genocidi”. Gradita presenza del Forum, Ela Gandhi, nipote del Mahatma Gandhi, ospite della Perdonanza che, come già in altre occasioni di questo soggiorno aquilano, ha affiancato la figura di Celestino a quella di altri grandi, da suo nonno a Nelson Mandela. Personaggi che dei diritti civili ed umani, del confronto, del dialogo e della tolleranza hanno fatto uno stile di vita. “Il messaggio che deve levarsi oggi – ha precisato Ela Gandhi – deve avere una dimensione globale, deve abbracciare tutto, anche la tutela dell’ambiente, perché la pace va interpretata a tutto tondo”. Questo primo Forum ha puntato l’obiettivo soprattutto su due realtà del Mediterraneo, Siria e Giordania, terre in cui il multiculturalismo è assai accentuato. Significativa la testimonianza di Gregorius Yohanna Ibrahim, arcivescovo ortodosso di Aleppo, che si trova a gestire una convivenza di ben 17 confessioni religiose.