PESCARA – “Qualsiasi progetto, soprattutto se particolarmente innovativo ed ambizioso”, ribadisce il promotore dell’idea della fusione tra Pescara-Montesilvano-Spoltore, il capogruppo Idv in Regione Carlo Costantini, “non può prescindere da una analitica e puntuale valutazione dei suoi punti di forza e dei suoi punti di debolezza. Per questo nutro un profondo rispetto nei confronti di chi – come i Sindaci di Pescara e di Montesilvano – dissente”.

Ma al contempo però “lo sforzo che dobbiamo compiere è quello di rendere evidenti ed incontrovertibili le ragioni del dissenso, così come evidenti ed incontrovertibili sono le ragioni che spingono nella direzione della realizzazione del progetto. Dobbiamo farlo senza avere nessuna paura del futuro, ma anzi partendo dalla consapevolezza che ciò che saremo tra alcuni anni sarà esattamente quello che avremo programmato o avremo omesso di programmare oggi, nel bene e nel male”.
 

Quanto alle accuse di strumentalizzazione di parte, dice sempre Costantini “ribadisco che il Comitato promotore è un contenitore vuoto, nella totale disponibilità anche dei Sindaci di Pescara e di Montesilvano, con un solo limite: devono condividere le finalità per le quali è stato costituito. E poiché per la realizzazione di questo progetto né io, né l’IdV ci sentiamo avversari di nessuno, pur avendoli già invitati per la presentazione di sabato scorso, andrò personalmente a trovarli, per provare quantomeno a convincerli della necessità di sviluppare il confronto solo sui contenuti e di lasciare perdere, almeno in questa occasione, le appartenenze e tutto ciò che invevitabilmente continuerà anche in futuro a dividerci”.

“Il nostro compito dovrà essere solo quello di rappresentare nel miglior modo possibile le ragioni di chi è a favore e quelle di chi è contro, nella consapevolezza che alla fine, almeno in questo caso, a decidere dovranno essere direttamente i 200.000 cittadini di Pescara, di Montesilvano e di Spoltore”