L’AQUILA – “Vogliamo pagare le bollette per i nostri alloggi ma in base ai consumi e non al semplice conto dei metri quadrati”.
Non si placa la polemica per le maxi cartelle inviate dal Comune dell’Aquila agli assegnatari del progetto C.a.s.e. per le spese delle utenze pregresse: mazzate che si aggirano, in molti casi, intorno ai 3 mila euro.
Un gruppo di residenti di Roio Poggio ha scritto al sindaco, Massimo Cialente, e alla dirigente dell’Assistenza alla popolazione, Patrizia Del Principe, per reclamare equità.
“Perché dobbiamo pagare i consumi degli anni successivi al 2010 in maniera forfettaria se il Comune non è riuscito a organizzarsi per una rilevazione dei consumi condominiali e singoli?”, si chiedono gli inquilini di via Fracassi, che incalzano con una serie di domande l’amministrazione comunale: “perché dobbiamo pagare la disonestà di persone che, come è stato ampiamente diffuso sulla stampa, hanno lasciato rubinetti aperti e luci accese per dimostrare di occupare l’alloggio e non c’erano? Perché dobbiamo pagare per l’utilizzo dell’acqua per innaffiare gli orti se non lo abbiamo fatto? Dove sono i contatori per i consumi condominiali e chi li legge? Dove si trova l’amministratore di condominio? Quale è il consumo totale della piastra dove ci troviamo, come è stato ripartito l’importo tra i diversi occupanti gli alloggi?”.
“Queste sono semplicistiche riflessioni di comuni cittadini che ogni giorno fanno i conti con la vita in questa città – aggiungono – che avevano il sogno di tornare a casa propria, pagata a prezzo di sacrifici e lavoro quotidiano, a suon di mutuo ancora da onorare”.
“Quello che si prova oggi è amara delusione per la mancanza di chiarezza su tempi e modalità di ricostruzione – scrivono ancora nella lettera – amara delusione per una classe politica pronta ogni giorno a fare i conti con prospettive elettorali e poco attenta alle esigenze dei suoi cittadini”.
LA LETTERA INTEGRALE
Le scriviamo in relazione alla comunicazione dell’avvio della spedizione degli avvisi per il pagamento delle utenze domestiche e condominiali degli alloggi del progetto C.a.s.e., avvisi che comunicate sono in partenza e sono relativi a consumi condominiali e singoli per diversi anni.
Ciò che vogliamo dirVi è questo: è giusto pagare quanto è stato finora consumato ma esigiamo di farlo per quanto abbiamo consumato insieme al nucleo famigliare e non secondo il semplicistico conto: il Comune di L’Aquila ha tot da pagare lo divide per metri quadrati, teste occupanti e giorni di occupazione e il conto è fatto.
Ogni alloggio è dotato di contatori, che contabilizzano i consumi (per esempio la Gran Sasso Acqua a metà 2012 ha effettuato le relative letture), contatori di cui si legge nel regolamento condominiale approvato con delibera del Comune del 29 dicembre 2011, in cui si parla di pagamento forfettario per l’anno 2010, vista l’impossibilità a procedere a letture e non per gli anni successivi, quindi ognuno ha il dovere di pagare beninteso, ma quanto gli spetta e allora le domande sono queste:
– perché dobbiamo pagare i consumi degli anni successivi al 2010 in maniera forfettaria se il Comune non si è riuscito ad organizzarsi per una rilevazione dei consumi condominiali e singoli?
– perché dobbiamo pagare la disonestà di persone che , come è stato ampiamente diffuso sulla stampa, hanno lasciato rubinetti aperti e luci accese per dimostrare di occupare l’alloggio e non c’erano?
– perché dobbiamo pagare per l’utilizzo dell’acqua per innaffiare gli orti se non lo abbiamo fatto?
– dove sono i contatori per i consumi condominiali, chi li legge? Dove si trova l’amministratore di condominio?
Quale è il consumo totale della piastra dove ci troviamo, come è stato ripartito l’importo tra i diversi occupanti gli alloggi?
Gentilissimi ne avremmo tante altre ma queste sono semplicistiche riflessioni di un comune cittadino che ogni giorno fa i conti con la vita in questa città, che aveva il sogno di tornare a casa propria, pagata a prezzo di sacrifici e lavoro quotidiano, a suon di mutuo ancora da onorare, che vorrebbe sapere quali sono i tempi per ricostruirla, che fa i conti con la pazienza di stare dietro a tutta la normativa per la ricostruzione e tutti i suoi attori,per avere un’idea su tempi di rientro,senza purtroppo ad oggi riuscirci.
Quello che si prova oggi è amara delusione per la mancanza di chiarezza su tempi e modalità di ricostruzione, amara delusione per una classe politica pronta ogni giorno a fare i conti con prospettive elettorali e poco attenta alle esigenze dei suoi cittadini, e infine pentimento per essere rimasti con la famiglia in quella che era la mia città.



