CHIETI – Presidio dei dipendenti del Maristella di Chieti davanti alla Regione, venerdì prossimo, per affrontare i problemi del futuro della struttura a un passo dalla chiusura.
Ieri, alla presenza dei delegati sindacali di Uil, Cgil e Cisl (rispettivamente Domenico Rega, Ferdinando Costanzo e Davide Farina) l’assemblea dei dipendenti ha deciso di dare il via alla battaglia per far tornare indietro la Regione sui propri passi, rispetto a quanto si prevede nel decreto commissariale numero 43 del 2013.
La proprietà del Maristella, infatti, ha fatto sapere che è pronta a rimandare i pazienti a casa e licenziare tutti i dipendenti se rimarrà in vigore il decreto commissariale 43 che non permette, a suo dire, di continuare ad assicurare le cure sinora erogate.
Il Maristella è un centro di riabilitazione che nasce della ex galassia Villa Pini. Attualmente ospita 33 pazienti con problemi di disabilità e dà lavoro a 38 dipendenti, di cui 18 già da tempo in cassa integrazione.
La sede del Maristella è all’interno della casa di cura Villa Pini, ma dovrà trasferirsi a breve perché giudicata non è idonea per il trattamento dei pazienti ospitati. Regione e Asl hanno individuato come sede alternativa quella del centro Maria Ausiliatrice a Palena (Chieti), ma le famiglie degli assistiti si sono dette fortemente contrari a questa soluzione.
Dopo il fallimento del gruppo Villa Pini, avvenuto nel febbraio 2010, il Maristella è stato ricomprato dalla Cise, società amministrata da Antonio Di Ianni che fa capo all’imprenditore Carmine De Nicola. Il gruppo è lo stesso che il 20 giugno scorso si è aggiudicato l’asta per la vendita di Villa Pini, aggiudicazione poi decaduta il 30 luglio, quando il gruppo ha chiesto, senza ottenerlo, lo slittamento dei termini per il pagamento.
La Cise se la prende contro il decreto 43 perché il provvedimento riduce notevolmente l’autorizzazione al trasferimento presso il centro Maria Ausiliatrice di Palena di determinate prestazioni, senza le quali non si sarebbe più in grado di proseguire le cure erogate, considerata la diversità dei setting assistenziali autorizzati rispetto a quelli richiesti.
Il personale, ieri in assemblea, ha espresso sgomento e preoccupazione in merito al futuro occupazionale dei 38 operatori. “L’assemblea – si legge in una nota – recepisce le difficoltà oggettive di una azienda che non riesce a vedersi riconosciute le attività precedentemente svolte dall’istituto, né a trattare paritariamente con altre strutture per la partecipazione a processi di riconversioni. Tali processi, potrebbero garantire, dopo un lunghissimo periodo, caratterizzato da tanti sacrifici da parte di tutti i lavoratori, in un contesto difficile e di forte precarietà, una possibile stabilizzazione”.
Venerdì mattina, dunque, ci sarà il presidio convocato davanti alla sede pescarese della Regione in via Conte di Ruvo.
Ricordiamo, infine, che contro il trasferimento a Palena c’è una diffida inviata ad Asl e Regione dal comitato delle famiglie dei pazienti del Maristella. (ar.ia.)



