L’AQUILA – Tremate! Tremate! Le Iene son tornate.
Il programma televisivo più irriverente d’Italia è tornato all’Aquila. Giulio Golia e la sua troupe hanno fatto una nuova incursione nel capoluogo abruzzese e sono ripartiti questa mattina. L’argomento è sempre lo stesso, l’indagine “mappopoli” sui moduli abitativi provvisoridi Cansatessa, Arischia, e Tempera, sequestrati realizzati con qualità scadente e al centro di un’inchiesta della Procura dell’Aquila.
A vedersi puntare il microfono questa volta sono stati però gli indagati.
Nel servizio di domenica scorsa infatti “mancava tutta la parte che riguarda le indagini. Ora abbiamo preso i documenti che sono diversi da quelli consegnati alle persone, che avevano ricevuto solo qualche comunicazione. Adesso abbiamo visionato anche gli avvisi di garanzia con le accuse specifiche”, spiega ad AbruzzoWeb Giulio Golia.
Il servizio andato in onda domenica scorsa ha visto protagonisti gli “sfrattati”: sono stati intervistati proprio loro che sono stati “cacciati” dalle dimore che ormai li ospitavano da quattro anni.
Il motivo di questo provvedimento è dovuto alla trascuratezza con cui le strutture sono state costruite: pavimenti esterni staccati dal massetto, con rischio di cadute o lesioni per persone anziane o con ridotta capacità motoria. Illuminazione esterna mal posta, tanto che i lampioni oscillano sotto il minimo sforzo in maniera eccessiva risultando a rischio per una caduta su persone, e dulcis in fundo: in molteplici edifici il legno risulta già deteriorato dalle intemperie di quattro anni.
“Nel primo servizio abbiamo spiegato cos’è successo scegliendo di documentare solo la disperazione delle persone – continua – adesso spiegheremo com’è andata, siamo andati a chiacchierare con i responsabili”.
E i responsabili sono anche i diretti interessati: gli imprenditori e le persone indagate, che vivono e lavorano tra Teramo e Sulmona, che non hanno gradito la visita della ‘iena’ e che “hanno reagito come reagiscono tutti”, ha aggiunto Golia.
Nell’inchiesta sono state indagate 10 persone e sono stati disposti gli arresti domiciliari per il maresciallo dell’esercito Rocco Ragone, accusato di aver ‘chiuso un occhio’ sulla qualità delle costruzioni realizzate dopo il sisma.
“È scandaloso che succedano cose del genere, non ci sono parole – commenda il giornalista – Sono state eloquenti le affermazioni delle persone che l’hanno vissuto in prima persona: hanno speculato su una situazione imbarazzante facendo cose da mafiosi e la percezione è che qui stanno per guadagnarsi i loro 20, 50 mila euro ma non si rendono conto di quello che fanno alle famiglie, a uomini e donne sradicati nuovamente dalle loro abitazioni, dove avevano ritrovato la loro dimensione. Purtroppo qualche imprenditore e qualcuno che indossava la divisa ha deciso di guadagnarci”.
Per la iena, un plauso particolare va al Comune dell’Aquila, “che s’è visto arrivare tra capo e collo questa roba. Non era una situazione facile, l’ha gestita fin troppo bene. Anche relazionarsi con le famiglie non deve essere stato facile, non si può entrare nel merito e alcune cose non le puoi neanche dire perché sono in corso le indagini e la situazione si fa tragica”.
La deroga per rimanere all’interno delle abitazioni è ormai scaduto e prima di andare via la troupe ha fatto una veloce “capatina” a controllare che tutti i map fossero sgomberati per toccare con mano l’attendibilità dei provvedimento. “C’erano solo un paio di persone a portar via le ultime cose, le case erano tutte libere” e poi di nuovo in macchina, alla volta di Roma e poi Milano.
“È difficile non affezionarsi all’Aquila – saluta Golia – Questa notte ho fatto un giro per il centro e il silenzio, il buio, fanno venire il magone. Girare per le strade distrugge il cuore. Trovo che gli aquilani abbiamo molta forza, sono belli grintosi”.



