L’AQUILA – “Il Comune dell’Aquila si costituisca parte civile qualora si arrivasse a un processo” nell’ambito dell’inchiesta ‘mappopoli’ sulle casette post-sisma realizzate all’Aquila con qualità scadente, che ha portato a 10 indagati e all’arresto ai domiciliari del maresciallo dell’esercito Rocco Ragone.
A chiederlo in via bipartisan sono stati i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione Stefano Palumbo (Partito democratico) e Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila), durante la riunione di oggi della Terza commissione consiliare “Politiche sociali”, nel corso della quale è stata esaminata e discussa la questione.
“Si configura con assoluta evidenza un danno erariale per l’ente comunale – dicono i due – al cui patrimonio i Map sono ormai stati ascritti, determinato dai problemi e dalle carenze in termini strutturali”.
Secondo Ianni e Ferella, “a questo si aggiunge un aggravio dei costi in termini di assistenza alla popolazione, con lo spostamento indiretto di risorse che, data la situazione della città a quattro anni dal sisma, vengono comunque sottratte al processo di ricostruzione”.
“Per queste ragioni riteniamo giusto e doveroso che l’ente comunale proceda, in eventuale sede processuale, alla costituzione di parte civile – concludono – allo scopo di ottenere giustizia e ristoro dei danni subiti”.





