ROMA – È arrivato alla commissione Bilancio del Senato il nuovo emendamento del governo alla Manovra con le misure per le imprese che avrebbero dovuto confluire in un decreto a parte.
Nel provvedimento ci sono le risorse per i crediti d’imposta Transizione 5.0 e Zes, le misure sul Tfr, tra cui l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neo assunti, il contributo da 1,3 miliardi a carico delle assicurazioni, le risorse per il Piano casa e il rifinanziamento degli stanziamenti relativi al Ponte sullo Stretto di Messina, dopo le ultime decisioni della Corte dei Conti.
Vengono così incrementate le risorse stanziate per il 2027 e il 2028 destinate agli incentivi per i processi di aggregazione delle imprese e per la tutela occupazionale.
In particolare si tratta di 2,2 milioni in più nel 2027 (da 21,9 milioni a 24,1 milioni) e 8,7 milioni in più nel 2028 (da 3,5 milioni a 12,2 milioni). La copertura finanziaria è garantita dalla riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione per 3,15 milioni nel 2027, 11,15 milioni nel 2028 e 2 milioni nel 2030, mentre è previsto un incremento delle risorse per 3,1 milioni per il 2029.
SI ALLARGA PLATEA TFR, DA 2032 ANCHE AZIENDE CON 40 DIPENDENTI
Il nuovo maxi emendamento prevede l’allargamento della platea delle aziende tenuta a versare il Tfr ai fondi.
Secondo il testo, dal 2026 sono tenuti al versamento del contributo anche i datori di lavoro che raggiungono la soglia dimensionale di 50 addetti (meno di 60 limitatamente al periodo 2026-2027, come misura transitoria). Dal 2032 le maglie si ampliano ancora, includendo nell’obbligo di versamento i datori che occupano “un numero pari o superiore a quaranta o che raggiungono, anche negli anni successivi a quello di inizio dell’attività, la soglia dimensionale di quaranta addetti alle proprie dipendenze”.
SI’ AUTOMATICO NEOASSUNTI A PREVIDENZA COMPLEMENTARE DA LUGLIO 2026
Adesione automatica alla previdenza complementare per i neo assunti del settore privato da luglio 2026.
A determinare la forma pensionistica collettiva verso cui opera l’adesione – si legge nel testo – sono gli accordi o i contratti collettivi, anche territoriali o aziendali, con la “devoluzione dell’intero Tfr e della contribuzione a carico del datore di lavoro e del lavoratore nella misura definita dagli accordi”, si legge nel testo, secondo cui però la contribuzione a carico del lavoratore “non è obbligatoria nel caso in cui la
retribuzione annuale lorda corrisposta dal datore di lavoro risulti inferiore al valore pari all’assegno sociale”.
Entro sessanta giorni dalla data di prima assunzione, il lavoratore può comunque scegliere di rinunciare all’adesione automatica.
SALTA ANTICIPO PENSIONE VECCHIAIA CON FONDI COMPLEMENTARI
Salta la possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare.
Il nuovo emendamento del governo sopprime una norma introdotta dalla legge di bilancio dello scorso anno, ottenendo così risparmi annuali fino a 130,8 milioni nel 2035 sulla spesa pensionistica nei prossimi anni.
L’emendamento cancella la possibilità, in vigore dal 2025, di computare, su richiesta, anche il valore di una o più rendite di forme pensionistiche di previdenza complementare ai soli fini del raggiungimento degli importi mensili richiesti per accedere alla pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi e se si è pienamente nel regime contributivo.
RIFINANZIATO PONTE SULLO STRETTO, INCREMENTO RISORSE IN 2032 E 2033
Vengono rifinanziati gli stanziamenti relativi al Ponte sullo Stretto di Messina, “alla luce dell’aggiornamento dell’iter amministrativo e del non perfezionamento degli impegni relativi alle somme iscritte in bilancio nell’anno 2025 in conto residui rinvenienti dall’anno 2024, prevedendo un incremento delle risorse negli anni 2032 e 2033 tali da lasciare inalterato il valore complessivo delle somme autorizzate”.





