ROMA – Neanche due settimane dopo le dimissioni da ct della Nazionale di calcio italiana, Roberto Mancini, come rivelato dalla Gazzetta dello Sport, che cita fonti arabe, sarebbe vicinissimo alla panchina dell’Arabia Saudita, per un dorato contratto triennale da 90 milioni di euro.
Eppure Mancini per motivare il suo addio dalla nazionale italiana, a meno di un mese dalle importanti partite con Albania e Ucraina, valide per di qualificazione per gli Europei, aveva puntato il dito contro il presidente della Figc, Gabriele Gravina, imprenditore abruzzese di Castel di Sangro, a capo di un colosso nel campo dell’edilizia, ritenuto il responsabile delle sue dimissioni. Reo, a suo dire, di avergli avergli portato via i collaboratori più stretti, sostituendo Alberico Evani, Attilio Lombardo e Giulio Nuciari, con Alberto Bollini, Andrea Barzagli e Antonio Gagliardi.
E Gravina, dopo che Mancini è stato rimpiazzato da Luciano Spalletti, interrompendo l’anno sabbatico, dopo la vittoria dello scudetto con il Napoli, nel replicare ieri indignato a queste accuse, aveva formulato la seguente sibillina affermazione: “sappiamo come stanno le cose”, e “i tempi di questo divorzio mi lasciano perplesso”, forse con un indiretto riferimento alle sirene arabe.
Gravina si è detto molto amareggiato dalla vicenda: “Ci sono rimasto male. Non porto rancore – spiega al Corriere – ma i tempi di questo divorzio mi lasciano perplesso. Roberto non mi ha mai detto che voleva andarsene. È stato un fulmine a ciel sereno. Ho sentito parlare di dimissioni per la prima volta dalla moglie, Silvia Fortini, che è il suo avvocato, il giorno prima che arrivasse negli uffici della Federcalcio una pec formale. Considerati i rapporti personali avrei apprezzato di più se Mancini mi avesse espresso la sua volontà guardandomi negli occhi.
E aggiunge: “ho ricevuto un messaggio l’8 agosto, sempre dal suo avvocato, in cui manifestava il disagio sulla clausola di uscita nel caso non ci fossimo qualificati per l’Europeo. Niente altro. Adesso – conclude – continuo a chiedermi perché Mancini abbia detto certe cose. E mi chiedo se le ha dette per davvero, perché sa benissimo che la realtà è il contrario esatto di quanto ha dichiarato. Tutti e tre, io, Roberto e Silvia, sappiamo cosa è successo veramente”.
l numero uno della Figc spiega anche la decisione di scegliere Luciano Spalletti come nuovo Ct della nazionale: “Ha vinto lo scudetto facendo emozionare Napoli e tutti quelli che amano il calcio, è una guida forte e sicura, ha esperienza e un gioco brillante. Ma soprattutto perche’ gia’ alla prima telefonata, ha mostrato un entusiasmo contagioso”. E parlando della famosa clausola, Gravina ha detto: “All’inizio neppure sapevo dell’esistenza di questo documento, l’ho scoperto dai giornali. I nostri avvocati mi hanno rassicurato: potevamo parlare con lui, il resto è una questione tra Luciano e il suo vecchio club”.





