L’AQUILA – “Decine di frane, intere zone isolate, frazioni e comuni rimasti senza corrente elettrica e linea telefonica, strade interrotte, boschi cancellati, alberi stradicati dalla violenza dell’acqua e fango che ha invaso le aree abitate”.
Uno scenario “apocalittico” quello che si sono trovati davanti i volontari aquilani della Pivec (Pronto intervento volontario emergenze civili), partiti per il Veneto con la colonna mobile nazionale della Protezione civile, in soccorso alle popolazioni colpite dall’eccezionale ondata di maltempo che ha investito tutta la nazione.
A fare il punto della situazione ad AbruzzoWeb è il presidente dell’associazione, Thomas Malatesta, appena tornato, insieme ad altri 7 volontari, dalla provincia di Belluno, una delle più colpite del Nord Italia.
“Siamo partiti con 13 unità, insieme al Novpc (Nucleo operativo volontari Protezione civile) di Tagliacozzo (L’Aquila) e i volontari della Protezione civile ‘Gran Sasso d’Italia’ e di Mosciano (Teramo), un furgone trasporto cose, un’idrovora da 200 lt/m e una da 2300, motoseghe, gruppi elettrogeni. Siamo stati dislocati al Bellunese, in particolare nel comune di Taibon Agordino, già colpito da un incendio la settimana scorsa, rimasto isolato dopo le piogge incessanti degli ultimi giorni”.
Quella che si sono trovati davanti è stata “una situazione davvero critica: c’erano movimenti franosi, alberi caduti, collegamenti interrotti, un vero inferno”, spiega Malatesta, che nonostante abbia già visto emergenze simili e si sia già trovato in situazioni difficili e di calamità, sottolinea: “Un disastro simile non lo avevo mai visto, è molto peggio di quello che sembra”.
“Il fango – racconta l’aquilano – ha reso difficoltosa l’aspirazione con i nostri mezzi, c’erano alberi abbattuti sulle strade, sulle abitazioni, sulle auto, ovunque…una devastazione completa. Poi, essendo caduti anche molti ripetitori, diversi paesi sono rimasti senza corrente elettrica e linea telefonica e con le strade bloccate abbiamo dovuto utilizzare un elicottero per portare il gruppo elettrogeno”.
“Al momento non serve nulla – dice Malatesta -, il sistema è riuscito a coprire le bene la fase d’emergenza, i cittadini sono stati sistemati in dormitori e sono state allestite cucine da campo, poi si sta lavorando per mettere in sicurezza le aree e liberare le arterie principali, ma le condizioni meteorologiche non accennano a migliorare e noi siamo pronti a partire di nuovo”.
C’è però un aspetto positivo in tutto questo secondo il giovane aquilano: “La macchina della solidarietà che si mette in moto in questi casi è davvero straordinaria, l’importante però è non dimenticare queste terre, o i vari territori colpiti da disastri naturali, una volta chiusa la fase di emergenza, è importante, in questo senso, tenere accesi i riflettori”, conclude.
Intanto, proprio questa mattina, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, accompagnato dal presidente del Veneto, Luca Zaia, è effettuato un sopralluogo, in elicottero, sul bellunese martoriato dal maltempo eccezionale dei giorni scorsi.
Salvini è giunto alla caserma dei Vigili del Fuoco di Mestre, dove è decollato con un elicottero, visto che è impossibile visitare i tanti luoghi per di più difficili da raggiungere con altri mezzi, per sorvolare le zone colpite dalla furia degli elementi.






