PESCARA – L’emergenza teramana derivante dall’alluvione dei giorni scorsi “non può essere una questione che riguarda solo i cittadini di Teramo ma deve diventare una questione regionale e nazionale. Non possiamo permetterci che anche un altro pezzo d’Abruzzo rimanga fermo”.
Lo ha detto questa mattina a Pescara il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Camillo D’Alessandro, presentando una risoluzione urgente da discutere in Consiglio e finalizzata a chiedere misure concrete per fronteggiare gli eventi alluvionali che hanno interessato il teramano.
Sono diverse le strade indicate dal Pd, e in primo luogo c’è la richiesta da avanzare alla presidenza del Consiglio dei ministri di adottare un apposito atto per riconoscere lo stato di emergenza della regione Abruzzo.
Andrebbe poi emessa un’apposita ordinanza di protezione civile nella quale si autorizzano gli enti locali coinvolti a derogare dal patto di stabilita’ per gli impegni finanziari di somma urgenza.
E poi, ancora, si devono riconoscere agli enti locali le somme sostenute durante la fase emergenziale. Il Partito democratico dice anche di rimodulare le somme già a disposizione (40 milioni) assegnandole prioritariamente alla ricostruzione e al consolidamento dei ponti, delle frane e al ripristino idrogeologico delle parti danneggiate.
Si potrebbero anche impegnare i fondi Fas per interventi post-alluvione sul territorio e rimodulare i programmi comunitari Fesr, Fse e Psr.
Queste alcune delle strategie suggerite dal Pd che registra un ritardo della Regione Abruzzo su questo fronte.
“Siamo ancora a caro amico – ha detto oggi Camillo D’Alessandro. Siamo di fronte a incertezze e balbettii della Regione mentre qui servono velocità e idee chiare. Le Marche hanno ottenuto un incontro con i vertici del governo. E la nostra Regione quando chiederà un incontro?”.





