L’AQUILA – Temerari per necessità e allo stesso tempo previdenti.

Sono le caratteristiche degli aquilani, ormai dalla scorza sempre più dura, che dopo il devastante terremoto del 6 aprile 2009 non hanno più paura di nulla.

Dopo i beni di prima necessità, scorte e provviste alimentari, si pensa alle pale per spalare la neve, seguendo il suggerimento del sindaco, Massimo Cialente, e perché no, a rinnovare la scarpiera nel ripiano “stivali”.

Incuranti delle strade gelate a malapena percorribili, soltanto se muniti di gomme termiche o catene, gli abitanti del capoluogo hanno invaso ferramenta e negozi di scarpe.

A soli due giorni dalla nevicata che ha intrappolato tutti nelle proprie abitazioni, dai paesi più lontani ai quartieri più vicini, la domenica più “white” dell’anno è stata dedicata allo shopping.

Se da un lato sono andate a ruba pale lasciando scaffali vuoti e ferramenta sforniti, dall’altro l’invasione nel mondo delle calzature è stata a dir poco incontenibile.

Lo sanno bene dei negozi di scarpe situati nei centri commerciali della zona Ovest della città, rimasti con gli scaffali vuoti o con numeri “impossibili” di dopo sci e stivali imbottiti.

Di certo a incentivare gli acquisti degli aquilani anche i saldi che, si sa, in tempo di crisi, non si disdegnano.

Trafelata per le richieste dei numerosi clienti una commessa spiega ad AbruzzoWeb la tendenza degli acquisti post nevicata.“Ieri – dice – siamo stati chiusi. Oggi ci hanno fatto aprire e abbiamo venduto soltanto dopo sci e stivali. C’è tantissima gente e non possiamo chiudere prima lasciandoli senza scarpe”. (a.l.)