L’AQUILA – Il D-day dell’annunciata nuova ondata di neve è arrivato, ma c’è da starne certi: nessuno questa volta si farà trovare impreparato.
Dopo l’assalto ai supermercati per fare scorte di viveri, nella giornata di ieri gli aquilani si sono dedicati anche alla “caccia alla pala”, diventata ormai un bene introvabile e quasi di lusso.
Bisogna, infatti, sborsare fino a 28 euro per comprare l’arnese-simbolo di questi giorni di emergenza, imbracciato da tutti i cittadini che invece di aspettare la manna dal cielo hanno optato per il più funzionale “fai da te”, liberando macchine, vialetti e strade per uscire dalla “prigione bianca”.
I pochi fortunati che sono riusciti a reperirla, infatti, hanno dovuto spendere quasi dieci euro in più rispetto al prezzo normale.
Il motivo, spiegano alcuni commercianti, è che c’è stato un aumento dei costi per la fornitura.
“Siamo costretti ad aumentare perché aumentano i costi del trasporto”, si difendono.
Nei giorni scorsi, per arginare il fenomeno della speculazione attraverso l’aumento dei prezzi, in particolare dei generi alimentari, la guardia di finanza dell’Aquila ha avviato dei controlli nei centri commerciali e nei supermarket. (e.m.)






