L’AQUILA – All’Aquila e nei paesi del “cratere” più danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009 l’emergenza maltempo non finirà quando le strade saranno pulite. Nel capoluogo l’ultima ipotesi allo studio  è quella di depositare i residui delle precipitazioni record dei giorni scorsi in prossimità dei letti dei fiumi, in modo tale da consentire il deflusso nelle acque al momento dello scioglimento con l’innalzamento delle temeperature.

La neve caduta abbondante continuerà a ingombrare vicoli, strade e piazze dei centri storici, lì dove non abita più nessuno da quasi tre anni, rallentando ulteriormente le operazioni di rimozione macerie, di messa in sicurezza degli edifici e, soprattutto, zavorrando l’avvio della ricostruzione.

In quelle zone gli spazzaneve non passano e ci vorranno settimane, forse mesi, prima che la neve si sciolga da sola, a meno che qualcuno non si prenda la briga di andarla a togliere.

Come e con quali mezzi, però, al momento non si sa, come confermato qualche giorno fa ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente: “Come faremo e dove andrà a finire? Non lo so, ne parleremo”.

Non c’è solo il problema di caricarla, infatti, ma anche di capire dove portarla: buttarla nei fiumi, ammesso che si possa fare, o ammassarla su terreni di proprietà degli enti locali? E ancora: chi lo farà? Gli operai comunali prendendosi il rischio di entrare in aree che presentano ancora pericoli oppure ditte incaricate? In quest’ultimo caso, chi pagherà?

Oggi il capo di gabinetto del primo cittadino, Pierpaolo Pietrucci, conferma che la possibilità che la neve che ancora campeggia in città possa essere depositata in prossimità dei fiumi.

“Nell’ultima riunione con sindaco e tecnici – spiega – si è parlato di questa ipotesi anche se ancora non è stato deciso come trasportarla, se utilizzare i mezzi dell’Asm o ricorrere ad altri soggetti. Certo è che il problema esiste, soprattutto perché con le gelate di queste notti la neve si trasforma in veri e propri blocchi di ghiaccio. Il tempo ci sta aiutando e una parte si scioglierà naturalmente ma quella rimanente e che ha formato una vera e propria massa ghiacciata dovrà essere portata via. Il problema, da non sottovalutare, è per la viabilità cittadina: le strade sono più strette del solito e in alcune parti del giorno il traffico è pazzesco”.

Una questione, insomma, che in questo momento non sembra prioritaria, ma appena sarà passata l’allerta diventerà prepotentemente di attualità.

Qualcuno dovrebbe bruciare i tempi e cominciare a interrogarsi sulle misure da prendere: commissario per la ricostruzione, soggetto attuatore per le macerie, sindaci.

 Ma l’ipotesi di trasportare la neve vicino ai fiumi è a rischio, come spiega il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente: “La rimozione della neve è stata studiata e pensata ma contavo di poter continuare ad utilizzare i mezzi delle ditte private. Invece ieri l’assessore regionale alla Protezione civile Gianfranco Giuliante mi ha bloccato subito dicendo che non ci sono fondi per questo tipo di operazioni. Stando così le cose dovremo fare con i nostri mezzi e operai ma con un territorio di 2.500 chilometri di strade si andrà per le lunghe visto che nè il mio Comune nè gli altri possono permettersi di rimuovere milioni di metri cubi di neve. Prioriario, adesso, è consentire il passaggio sui marciapiedi”.

“La neve accumulata va rimossa subito, altrimenti non andrà via nemmeno ad aprile” chiosa Pietrucci.

Anche la Provincia dell’Aquila, come spiega l’assessore alla viabilità Guido Liris, è pronta a fare la sua parte se l’idea del deposito della neve nei pressi dei fiumi venisse confermata.

“In effetti in un tavolo tecnico ristretto alla presenza del prefetto se ne è parlato. E posso dire che la Provincia, se dovesse servire, è pronta a fare la sua parte. Il Comune aveva pensato di utilizzare i mezzi Asm ma i pianali dei camion non sono adatti perchè non sono lisci e la neve non scorrerebbe via. Tutto ciò che si può fare per ridurre i disagi verrà fatto. Si era parlato in due aree, una nella zona est e una in quella ovest. Il pericolo vero è che la neve si sciolga poco alla volta durante il giorno e che la notte le strade diventino una lastra di ghiaccio. Per questo ritengo che vada rimossa al più presto”.

Serviranno idee precise e, di nuovo, soldi che, però, sono sempre meno. (g.a.)