PESCARA – Ammontano a quasi 10 milioni di euro i danni che il maltempo ha fatto in questi giorni: 5 milioni soltanto a Pescara, almeno altri 5 in provincia.
A confermare questi numeri è stato ieri il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello durante il Consiglio dei ministri.
“È il secondo evento ravvicinato nel tempo – ha spiegato – dopo quello dell’11, 12 e 13 novembre. Cordoglio per la donna annegata e massima attenzione alle gravi conseguenze del maltempo, con dieci milioni di euro di danneggiamenti già quantificati alla rete viaria e altri danni ingenti. La Presidenza del Consiglio con la Protezione civile valuterà immediatamente le iniziative da assumere”.
Intanto, il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia ha scritto al presidente del Consiglio Enrico Letta, al vice Angelino Alfano, a Quagliarello, al ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e al sottosegretario Giovanni Legnini “per chiedere di emettere un decreto per consentire a Pescara di beneficiare del congelamento del Fondo di solidarietà, da far slittare al 2014, in modo da non privare la città di risorse a questo punto fondamentali per far risollevare il nostro territorio”.
MEGALO’: AUTORITA’ DI BACINO ANNULLA AUTORIZZAZIONE
È intanto scoppiata la bufera sul centro commerciale Megalò. Appena qualche giorno prima dell’evacuazione del centro per il rischio di esondazione, l’Autorità dei bacini di rilievo regionale dell’Abruzzo e del bacino interregionale del fiume Sangro, con una lettera rimasta senza risposta del segretario generale, Michele Colistro, al presidente della Regione,Gianni Chiodi, ha annullato il parere autorizzativo espresso un anno prima dalla precedente gestione dell’Autorità.
Una decisione presa in quanto per Colistro le opere realizzate a difesa del centro commerciale “non garantiscono la sicurezza in caso di inondazione”, proprio come accaduto ieri.
Intanto la riapertura del centro commerciale, che era fissata per giovedì, avverrà invece domani, come stabilito da un’ordinanza del sindaco teatino, Umberto Di Primio.
Nell’annunciare la riapertura, sul rischio esondazione si esprime con una nota anche la direzione commerciale del centro: “La violenza delle precipitazioni temporalesche ha certamente messo a dura prova la nostra struttura ma, d’altro canto, è da registrare come positiva la perfetta tenuta dell’argine che costeggia l’area antistante il Fiume Pescara e che copre, per la sua intera lunghezza, il parcheggio del nostro centro commerciale”.
Ma il parere dell’Autorità, che dice tutt’altro, è destinato a far discutere e a porre le basi per altri provvedimenti restrittivi.
Il nuovo segretario ha infatti previsto il rischio idrogeologico che minaccia il centro commerciale, il più grande della regione, e, riformando il precedente parere dell’Autorità, ha lanciato l’allerta, già espressa in più lettere inviate a vari referenti istituzionali.
L’ultima di queste, datata 27 novembre, era indirizzata al governatore Chiodi, ad alcuni componenti della sua Giunta, Angelo Di Paolo, Mauro Febbo e Gianfranco Giuliante, e ai direttori dei settori Lavori pubblici, Pierluigi Caputi, e Affari della presidenza, Antonio Sorgi, nonché ad altre strutture regionali competenti.
Nella missiva Colistro rileva che la costruzione dell’argine posto a protezione di Megalò è stato realizzato solo per un tratto, di circa un chilometro, lasciando “indifesa agli eventi di piena” l’area; segnala inoltre che mancava il collaudo sismico dell’opera e che in seguito ad alcune verifiche, c’è un “grado di sicurezza non adeguato”.
Inoltre, sottolinea che “l’argine è stato realizzato in assenza delle necessarie autorizzazioni in ambito tecnico-amministrativo” e su terreni “di proprietà demaniale di pertinenza idraulica senza la preventiva acquisizione della concessione”.
Secondo il parere del segretario dell’Autorità, l’argine messo in opera dalla Sirecc, la società di Imola (Bologna) che ha realizzato i lavori, “presenta criticità funzionali sia dal punto di vista idraulico che geotecnico”.
Tutte osservazioni frutto delle indagini effettuate da un ingegnere idraulico incaricato dalla stessa Autorità di bacino che hanno evidenziato come l’intera area in oggetto, in casi di eventi di piena eccezionali, come quello che si è verificata ieri, “non è nelle condizioni di sicurezza dal rischio di inondazione”.
Segnalazioni finite sulle scrivanie di politici e tecnici in ruoli di vertice della Regione che sono state in larga parte ignorate, fino all’ordinanza di sgombero del Megalò disposta dal sindaco Di Primio.
DOCUMENTI CORRELATI:
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SCUOLE CHIUSE ANCHE OGGI
Dopo due giorni di pioggia il sole è tornato per far luce sul disastro: auto sommerse e ormai da buttare, negozi e scantinati completamente allagati.
Dopo le esondazioni dei fiumi, ora l’allarme è per le frane in collina. Sono 14 le frane in corso a Pescara, altri 15 gli smottamenti a Montesilvano.
Anche oggi le scuole restano chiuse, ma solo per gli studenti. il personale dovrà infatti presentarsi al lavoro. sui plessi scolastici inizieranno a breve le verifiche di agibilità. Restano ancora chiusi i parchi cittadini.
DONNA MORTA NEL SOTTOPASSO: IL MARITO, “LE TRANSENNE NON C’ERANO”
Si svolgeranno questo pomeriggio alle 15.30 nella chiesa di San Pietro Martire, a Fontanelle, i funerali di Anna Maria Mancini, l’operaia 57enne di Santa Teresa di Spoltore, morta lunedì mattina nella sua Peugeot 107 finita sotto i tre metri d’acqua e fango che hanno sommerso il sottopasso ferroviario di via Fontanelle.
Il marito Lamberto Galiero, autista dipendente della Regione, l’ultimo che ha sentito la donna a telefono, non riesce a darsi pace. “Quelle parole mi sono rimaste nel cervello- ha raccontato in tv – non potrò mai dimenticare la sua voce che ripeteva “sto affogando”. Poi la linea è caduta e non ho sentito più niente e non sono più riuscito a parlarci. Me la immagino durante quegli ultimi momenti, quegli attimi dentro la macchina, che chiedeva aiuto e nessuno la sentiva, il solo pensiero fa paura”.
L’uomo ritiene che la moglie abbia imboccato con la sua Peugeot il sottopasso di via Fontanelle perché la strada era transitabile quando la donna è arrivata in quel punto, a poche centinaia di metri dalla casa dei genitori.
“Caro sindaco, le transenne non ci stavano, è inutile che lei dice che c’erano. Ci sono testimoni, addirittura una signora ha fatto appena in tempo a frenare, ma mia moglie era già sotto”.
Galiero è stato sentito dai carabinieri per ricostruire gli ultimi momenti di Anna Maria Mancini. I militari hanno anche raccolto la deposizione di altri parenti della donna deceduta nel sottopasso e di alcuni residenti di via Fontanelle.





