AVEZZANO – “Tutta l’attività di rimozione delle macerie, in conformità al contratto sottoscritto con la Protezione Civile e alle linee guida del Piano Regionale di Gestione delle Macerie, ha previsto l’adozione di un sistema informatico di tracciabilità della filiera. Il programma informatico adottato è stato dato in consultazione a tutti gli Organi di controllo che, in tempo reale, hanno avuto le informazioni sullo stato di avanzamento dell’attività di rimozione (es. aree di intervento, quantità raccolte giornaliere, settimanali e mensili, percorsi effettuati dai mezzi adibiti al servizio, numero di addetti impiegati)”.

Così Alberto Torelli, amministratore delegato dell’Aciam, la società consortile che si occupa di smaltimento rifiuti nei comuni della Marsica, che fino al dicembre 2019 si è occupata della raccolta e stoccaggio delle macerie nei comini abruzzesi colpiti dal sisma del 2016  2017.

Torelli tiene a sottolineare l’efficacia della rigorosa filiera del tracciamento e controllo a cui è sottoposta l’attività dell’Aciam, a seguito dell’articolo di Abruzzoweb che ha illustrato i contenuti del terzo Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Sisma 2016 di Fillea Cgil e Legambiente, presentato il 26 ottobre scorso in un convegno in modalità streaming.

L’occasione per fare il punto in particolare sulle condizioni di lavoro e sui livelli di sicurezza nei cantieri, nei 140 comuni del Centro Italia, di cui 24 in Abruzzo, colpiti dagli eventi sismici dell’agosto e ottobre 2016 e del gennaio 2017.

Nel rapporto si denuncia che, come avvenuto già nel cratere sismico 2009, anche in quello 2016 non si è messa su una filiera del riciclo all’avanguardia, ovvero che trasforma in materiale edilizio vergine i vecchi calcinacci e mattoni.

Ed evidenziando, per tutto il cratere sismico, che ricomprendele  quattro regioni, che si è persa l’occasione anche di adottare il sistema già realizzato dall’ Ufficio Speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra), e dall’Ufficio Speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc), con cui viene monitorata la rimozione e movimentazione delle macerie pubbliche e delle macerie private e pubbliche prodotte, attraverso il sito internet www.maceriesisma2009.it. dove tutti i cittadini possono possibile consultare i dati aggiornati in tempo reale e scaricarli in formato aperto, avendo contezza anche di tutte le ditte coinvolte, i siti di stoccaggio, e cantieri di partenza, e la tipologia di materiali rimossi.

E’ stato però precisato che “questo non significa che non ci siano controlli nel cratere sismico 2016”, e ci mancherebbe altro.

Nel rapporto si scrive poi che in Abruzzo, ovvero da parte dell’Aciam, “le macerie vengono riciclate al 97%, ovvero per oltre 63mila tonnellate, si legge nel rapporto, “per l’impiego in opere di riempimento e sottofondi stradali nei territori comunali interessati dalla rimozione”.

A questo proposito Torelli sottolinea  che l’Aciam, ha anche “predisposto un’apposita procedura per la certificazione della lavorazione di triturazione della maceria, per l’ottenimento di una materia prima seconda (aggregato riciclato misto)”, sottraendo in questo modo “la quasi totalità delle macerie allo smaltimento come rifiuto”

LA NOTA COMPLETA DELL’ACIAM 

Si specifica che Aciam SpA, titolare del servizio di gestione delle macerie in virtù del contratto stipulato con la Protezione Civile Regionale, in conformità a quanto previsto dal Piano Regionale di Gestione Macerie emanato dalla Regione Abruzzo con D.P.G.R. n. 7 del 20/06/2017 (aggiornato dalla Regione Abruzzo con DPRGR n. 92 del 27/12/2019), ha messo in essere, già a decorerre dal 14/12/2017, l’attività di realizzazione del Sito di deposito temporaneo intercomunale (SDTI) presso il Comune di Capitignano in località Mozzano (AQ), e l’attività di rimozione di macerie dai Comuni di Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano e Montereale, già a partire dal 21/05/2018.

Il contratto ha trovato conclusione in data 31/12/2019 e l’attività ha previsto la raccolta di 65.389 tonnellate di macerie, di cui 3.077 tonnellate nel Comune di Cagnano Amiterno (AQ), 43.665 tonnellate nel Comune di Campotosto (AQ), 4.263 tonnellate nel Comune di Capitignano (AQ), e 14.384 tonnellate nel Comune di Montereale (AQ).

Tutte le macerie raccolte sono state trasportate presso il SDTI di Capitignano per le successive attività di cernita, recupero/riciclo delle frazioni estranee nel rifiuto, prima della successiva frantumazione e trasformazione in materia prima seconda, denominata “aggregato riciclato”, ai fini del suo riutilizzo in conformità con le disposizioni di settore.

Tutta l’attività, in conformità al contratto sottoscritto con la Protezione Civile e alle linee guida del Piano Regionale di Gestione delle Macerie, ha previsto l’adozione di un sistema informatico di tracciabilità della filiera.

Il programma informatico adottato è stato dato in consultazione a tutti gli Organi di controllo che, in tempo reale, hanno avuto le informazioni sullo stato di avanzamento dell’attività di rimozione (es. aree di intervento, quantità raccolte giornaliere, settimanali e mensili, percorsi effettuati dai mezzi adibiti al servizio, numero di addetti impiegati).

Presso il SDTI di Capitignano, dotato di pesa omologata, attraverso l’utilizzo del software di gestione dei rifiuti, sono stati registrati e trasmessi tutti i dati quantitativi relativi alle varie frazioni derivanti dall’attività di cernita, dandone comunicazione e stampando periodicamente i registri di carico e scarico.

Durante lo svolgimento del servizio ACIAM SpA è stata soggetta a diverse visite ispettive e di controllo da parte dei diversi Organi di vigilanza, che hanno riscontrato il rispetto delle norme in materia e di quanto previsto dai documenti contrattuali.

Nell’attività svolta, inoltre, in accordo con il MIBACT, sono state separate, catalogate ed archiviate, attraverso l’ausilio di un archeologo, le pietre e i manufatti di interesse storico e archeologico.

Il sistema informativo adottato, pertanto, ha permesso a tutti gli Organi preposti al controllo, di verificare lo stato di attuazione ed avanzamento della rimozione delle macerie effettuata nei quattro Comuni interessati dal servizio.

Nel corso dell’esecuzione del Contratto sono state effettuate periodiche riunioni con i Servizi regionali competenti, i funzionari della Protezione Civile e gli Uffici tecnici dei Comuni interessati, al fine di aggiornare lo stato di avanzamento dei lavori effettuati, trasmettendo report periodici.

Nell’ambito della rimozione delle macerie, di concerto con l’Esercito Italiano ed i Vigili del Fuoco delegati all’abbattimento degli edifici pericolanti, si è data particolare attenzione alla preventiva bonifica dell’eternit, al fine di limitare il rischio di esposizione all’amianto degli addetti e della popolazione.

Si precisa, infine, che la scrivente, di concerto con la Protezione Civile ed il Servizio Gestione Macerie della Regione Abruzzo, ha predisposto un’apposita procedura per la certificazione della lavorazione di triturazione della maceria, per l’ottenimento di una materia prima seconda (aggregato riciclato misto), ai sensi della Norma EN 13242:2008. Detta certificazione, rilasciata da Organo accreditato in data 07/08/2018, ha permesso ad ACIAM SpA, di ottenere una materia prima seconda dalla lavorazione della maceria, sottraendo la quasi totalità delle macerie allo smaltimento come rifiuto.

Il bilancio finale delle quantità raccolte dal 21/05/2018 al 13/12/2019, testimonia quanto sopra riportato, infatti, a fronte di 65.389 tonnellate di macerie raccolte, solo ca. 1.250 tonnellate sono state destinate a recupero o smaltimento come rifiuti, mentre ca. 63.520 tonnellate sono state cedute a soggetti terzi per gli usi consentiti e come aggregato riciclato misto certificato proveniente dal recupero.

Il lavoro di rimozione, come indicato sopra, è stato concluso in data 13/12/2019, ed in data 02/11/2020 ACIAM SpA ha trasmesso alla Protezione Civile/SMEA ed al Servizio Gestione Macerie della Regione Abruzzo – DPC026, il Piano di Dismissione dell’area c/o Capitignano, effettuando preliminarmente le indagini sulle matrici ambientali del SDTI funzionali a verificare l’integrità dello stato dei suoli e delle falde sottostanti.

Il Piano di Dismissione, comprensivo delle analisi ambientali effettuate, preventivamente concordato con i suddetti Organi Regionali, è in attesa di formale approvazione per la riconsegna del Sito al Comune di Capitignano.