L’AQUILA – Non ci saranno pacchi regalo ai piedi dell’albero, anzi, in molti casi non ci saranno neanche gli alberi ad abbellire le case di tante famiglie abruzzesi che quest’anno più che mai devono fare i conti con la povertà.
A livello nazionale il quadro è allarmante, con i dati Istat relativi al 2011 che parlano di 2 milioni 782 mila famiglie povere, corrispondenti a 8 milioni 173 mila persone.
Anche in Abruzzo la situazione è altrettanto grave. Il numero di persone che non riesce ad arrivare a fine mese, tra tasse da pagare e perdita di posti di lavoro, è in esponenziale aumento.
Alcuni dati rendono chiaramente l’idea: il Banco alimentare ha assistito 35 mila persone, mentre nell’Aquilano oltre 1.300 persone si sono rivolte alla Caritas diocesana.
BANCO ALIMENTARE: 2 MILA ASSITITI IN PIU’ DELL’ANNO SCORSO
La fotografia scattata dal Banco Alimentare regionale, una delle realtà di intervento contro la povertà più importanti d’Abruzzo e che opera anche in Molise e nella provincia di Foggia, è preoccupante.
Nel 2012 le persone raggiunte da questa associazione no profit sono state circa 35 mila (per le cifre ufficiali bisognerà attendere l’inizio del prossimo anno), 2 mila in più rispetto allo scorso anno, quando erano 32.920 gli assistiti.
“Il trend è in aumento e per il prossimo anno ci aspettiamo cifre ancora più importanti”, spiega Piergiorgio Greco, addetto stampa del Banco Alimentare Abruzzo.
Nello specifico l’associazione si occupa della raccolta quotidiana delle eccedenze alimentari e le ridistribuisce agli enti che assistono i poveri.
“Anche il numero di istituzioni convenzionate con noi è in aumento – aggiunge – A oggi sono 193 in tutta la regione, ma ci aspettiamo un incremento di richieste anche in questo senso”.
È aumentata anche la quantità di cibo richiesta, in particolare nel territorio aquilano, dove il terremoto, unito alla crisi economica e alla chiusura di numerose aziende, sta mandando moltissime famiglie sul lastrico.
Una delle attività principali del Banco è l’annuale colletta alimentare, che si svolge nei supermercati e centri commerciali. Anche quest’anno l’iniziativa si è tenuta l’ultimo sabato di novembre e non sono mancati i segni della crisi economica in atto.
“In Abruzzo c’è stato un leggero calo nella quantità di cibo raccolto, che è stato in totale di circa 200 tonnellate – spiega Greco – Rispetto al passato abbiamo registrato un aumento dei donatori, ma una diminuzione delle quantità di cibo donato”.
Anche se il Banco non è in diretto contatto con le persone in difficoltà ma si interfaccia con associazioni ed enti come Caritas o le mense dei poveri, è netta la percezione di grande disagio delle famiglie e di come sia cambiato il volto della povertà.
“Si fa davvero fatica ad arrivare a fine mese e anche le famiglie che un tempo non avevano necessità di un sostegno, oggi si trovano purtroppo a doverlo chiedere”, conclude Greco.
L’AQUILA: 1.300 FAMIGLIE CHIEDONO AIUTO ALLA CARITAS
Sarà un Natale ancora più duro quello che si apprestano a vivere le famiglie aquilane in condizioni di indigenza.
Sono circa 1.300 quelle che si sono rivolte quest’anno alla Caritas della diocesi dell’Aquila, che va da Navelli a Montereale, da Rocca di Mezzo al Gran Sasso.
“Dal terremoto in poi abbiamo registrato un costante aumento del numero di persone che si rivolgono a noi – spiega il vice direttore, Angelo Bianchi – Il dato è preoccupante, dietro ogni numero c’è una famiglia che vive in grosse ristrettezze economiche”.
La povertà cambia faccia anche nel capoluogo abruzzese. sempre più numerose sono le famiglie che prima del 6 aprile 2009 potevano contare su uno o due stipendi e che si sono ritrovate improvvisamente senza lavoro e senza casa.
“Ci sono molte persone – spiega ancora Bianchi – che vivono negli alloggi del progetto Ca.s.e. e che ora si ritrovano a dover pagare bollette salatissime, magari il mutuo per la casa che il sisma ha distrutto e gli arretrati degli affitti degli alloggi antisismici. Oltre a un aiuto alimentare, come Caritas in alcuni casi offriamo anche un sostegno economico, pagando una percentuale del costo delle bollette”.
Nel capoluogo è aumentato anche il numero delle persone straniere attirate dal miraggio del “più grande cantiere d’Europa”.
“Nella maggior parte dei casi – continua Bianchi – si tratta di famiglie che risiedevano nelle regioni del Nord Italia, arrivate qui con la speranza di trovare un lavoro che invece non è mai arrivato”.
Dal terremoto, la Caritas della diocesi aquilana ha attivato nuovi servizi, come quello relativo alle consulenze economiche e bancarie, nato in particolare per aiutare le persone che pagano il mutuo per una casa distrutta dal sisma ad affrontare tutte le problematiche annesse.
MENSA CELESTINO: NATALE E CAPODANNO CON LO CHEF
Alla mensa di Celestino V, nel nome del Papa del perdono, ci si prepara intanto ad assicurare a chi è meno fortunato qualche giorno di festa.
In questi giorni si è lavorato molto al menù della vigilia, a quello di Natale e a quello di Capodanno, che vedranno tra i fornelli della struttura il cuoco del ristorante “La Cerella”, Riccardo Muzi.
Sarà davvero una festa alla mensa gestita da padre Quirino Salomone, dove ogni giorno si presentano tante persone bisognose e che per l’occasione delle feste natalizie potranno godere anche della compagnia anche delle persone che quotidianamente lavorano in cucina, i volontari che porteranno i loro familiari.Elisa Marulli




