GIULIANOVA – Il Movimento 5 Stelle di Giulianova (Teramo) dice no alla cementificazione dell’ex confettificio Orsini.

Questo quanto emerge in una nota inviata a questa redazione dagli esponenti pentastellati del Consiglio comunale di Giulianova (Teramo) a seguito dell’approvazione dell’ordine del giorno relativo all’edificazione dell’area collinare cittadina e, quindi, dei locali dello storico confettificio Orsini.

Un’operazione che, a detta degli esponenti del partito, andrebbe a deturpare locali “che fanno parte dell’archeologia industriale e della storia giuliese”, in “un’area che doveva essere tutelata dal punto di vista idrogeologico e paesaggistico”.

“Il patrimonio naturale e storico va valorizzato e conservato, per lasciarlo in eredità ai nostri figli, ma con i fatti non a parole come fa Mastromauro – prosegue la nota attaccando il sindaco giuliese, Francesco Mastromauro – Il Movimento 5 Stelle Giulianova è fortemente contrario a questa operazione, la ritiene dannosa per tutti i cittadini e pericolosa per gli acquirenti dei futuri alloggi che si andranno a costruire”. 

A detta dei consiglieri, si tratterebbe infatti di “un’area a destinazione agricola D4” per cui il piano regolatore cittadino “stabilisce un indice edificatorio molto basso”. 

“Con lo sbancamento di mezza collina, si priva il paesaggio di nuovo, di una zona verde, dando così un colpo mortale sia alla bellezza del paesaggio stesso che alla memoria storica giuliese – precisa invece la nota – Noi avremmo proposto interventi di recupero, e di rifunzionalizzazione degli edifici preesistenti, tutelandoli anche con interventi di restauro conservativo”. 

LA NOTA COMPLETA

Dieci minuti prima l’amministrazione Mastromauro approvava l’ordine del giorno sulla sostenibilità, dieci minuti dopo faceva marcia indietro, approvando l’ennesimo sfregio paesaggistico per la città di Giulianova. Dopo l’aumento di cubatura per ampliamento strutture alberghiere nel  lungomare Nord, questa volta si punta alla collina tra paese e spiaggia, proprio nell’ ex confettificio Orsini.

Alzata di mano collettiva della maggioranza, resto dell’opposizione  inesistente e unica ad essere contro è stata Margherita Trifoni, e la colata di cemento ad personam è garantita. Ironia della sorte, allora fu proprio il padre Romolo Trifoni, già sindaco, ad impedire che la collina  venisse edificata realizzando la pineta delle scalette. 

Purtroppo oggi la storia è diversa: un’area a destinazione agricola D4 (per la quale il nostro piano regolatore stabilisce un indice edificatorio molto basso rispetto a quello previsto per la B2a, pari allo 0,005 metri quadrati per metri quadrati e i cui presupposti per l’edificabilità sono quelli di avere un fondo agricolo di almeno 30.000 metri quadrati, pari a tre ettari, e l’edificato sempre quanto stabilito dai dettagli tecnici contenuti nel piano regolatore di Giulianova, deve essere in funzione del fondo), passa in maniera del tutto disinvolta a zona residenziale B2.a, con indice edificatorio pari a 0,40 metri quadrati per metri quadrati. 

Un’area che doveva essere tutelata dal punto di vista idrogeologico e paesaggistico, verrà dilaniata, ed edifici e beni immobili, come l’ex confettificio ed i suoi locali accessori che fanno parte dell’archeologia industriale, si osservi attentamente la torretta vicino al fabbricato più recente, e della storia giuliese, verranno deturpati della loro valenza storica culturale. 

Con lo sbancamento di mezza collina, si priva il paesaggio di nuovo, di una zona verde, dando così un colpo mortale sia alla bellezza del paesaggio stesso che alla memoria storica giuliese.

Il Movimento 5 Stelle Giulianova è fortemente contrario a questa operazione, la ritiene dannosa per tutti i cittadini e pericolosa per gli acquirenti dei futuri alloggi che si andranno a costruire. Noi avremmo proposto interventi di recupero, e di rifunzionalizzazione degli edifici preesistenti tutelandoli anche con interventi di restauro conservativo. Il patrimonio naturale e storico va valorizzato e conservato, per lasciarlo in eredità ai nostri figli, ma con i fatti non a parole come fa Mastromauro.