L’AQUILA – Da Roma all’Abruzzo, passando per il Veneto e la Liguria: è questa la carriera da globetrotter dei collegi elettorali di Luigi Lusi, il senatore del Partito democratico indagato reo confesso nell’inchiesta della magistratura romana per una presunta appropriazione di 13 milioni di euro di rimborsi elettorali dirottati dalla Margherita, partito di cui era tesoriere, su conti correnti intestati a società a lui riconducibili.
Memore delle sue radici Lusi aveva individuato in regione il feudo dove proseguire nell’avventura parlamentare dopo essere stato “catapultato” per due legislature di seguito in collegi sicuri.
Lo sbarco era stato preparato dall’elezione del fratello, Nino Lusi, a sindaco di Capistrello (L’Aquila), paese ricompensato con centinaia di migliaia di euro dei contributi che ogni anno i parlamentari gestiscono per assegnarli a Comuni, parrocchie e associazioni del proprio territorio: per questo Panorama lo ha definito il “mago della legge mancia”, dal nome che sarcasticamente è stato affibbiato alla norma che consente la mega spartizione trasversale.
L’assalto alla segreteria provinciale, invece, è iniziata sin dai tempi in cui la poltrona era occupata da Michele Fina, ex assessore della Giunta di Stefania Pezzopane, con l’ambizione di diventare segretario regionale, incarico poi conquistato dal tollese Silvio Paolucci.
Con Fina, Lusi intraprese una battaglia epocale, sponsorizzando la sua “protetta” Ilaria Cacciarelli, in una sfida tra trentenni marsicani combattuta a colpi di tessere e ricorsi a livello nazionale che si concluse con lo stop al congresso e l’arrivo di un commissario esterno: l’ex onorevole dei Democratici di sinistra Arnaldo Mariotti.
Una gestione straordinaria che si è conclusa solo nel luglio dello scorso anno, con un’assemblea degli iscritti altrettanto incandescente caratterizzata dall’accordo tra lo stesso Lusi, il vice presidente del Consiglio regionale del Pd Giovanni D’Amico, il suo collega all’Emiciclo Giuseppe Di Pangrazio e il sindaco di Cerchio (L’Aquila), Gianfranco Tedeschi, che aveva portato all’elezione a segretario di Mario Mazzetti, sindaco di Carsoli (L’Aquila), e a vice di Francesco Piacente, assessore al Comune di Capistrello.
Un congresso che aveva lasciato aperte molte ferite, in particolare nell’ampio fronte che aveva raccolto le firme in favore di Americo Di Bendetto, ex sindaco di Acciano (L’Aquila) e presidente della società pubblica di gestione del ciclo idrico integrato dell’Aquilano, la Gran Sasso Acqua. Una frattura attualmente dolorosa per il Pd, visto che a distanza di sei mesi ancora non si ricostituisce la segreteria provinciale, su cui era stato messo solo un pannicello caldo con la nomina di Di Benedetto a presidente del partito, una carica praticamente onorifica, dopo tre mesi dalla bagarre.
Tanto che all’epoca si parlò di “patto di ferro” tra marsicani a danno della città dell’Aquila, testimoniato da un secco scambio di mail tra l’ex tesoriere della Margherita e il deputato democrat Giovanni Lolli, secondo uno schema che avrebbe portato Lusi ad assicurarsi di nuovo un seggio senatoriale, questa volta in Abruzzo, D’Amico alla presidenza della Provincia e Di Pangrazio e Tedeschi in Regione, l’uno con la lista ufficiale del Pd, l’altro con quella civica ispirata da Luciano D’Alfonso che vede attivi gli ex assessori regionali Donato Di Matteo, Antonio Boschetti e Marco Verticelli.
Un piano, quello di Lusi, che ora l’indagine della procura di Roma rischia di scompaginare definitivamente. (pi.bi.)
PAOLUCCI (PD) SU FACEBOOK: ”LUSI ESPULSO DAL GRUPPO AL SENATO”
“Lusi espulso dal gruppo al Senato del Pd”.
Lo scrive il segretario regionale del Pd in Abruzzo, Silvio Paolucci, sul suo profilo Facebook.
MAZZETTI (PD): “PARTITO SI RIUNIRÀ PER DISCUTERE DEL CASO”
“Siamo profondamente colpiti dalle notizie emerse sulla vicenda de senatore Luigi Lusi. Si tratta di fatti gravissimi, la direzione nazionale del Partito ci ha assicurato un approfondimento rapido e rispettoso delle regole che il Pd si è imposto su casi del genere”.
Lo scrive in una nota il segretario provinciale del partito, Mario Mazzetti.
“In ogni caso il Partito provinciale – conclude – riunirà i suoi organismi per discutere ampiamente su quanto emerso anche al fine di difendere e tutelare l’attività politica di tutti i suoi iscritti”.





