PESCARA – “Il dramma della precarietà abitativa è una questione che incide gravemente sulla tenuta dell’equilibrio sociale delle nostre città. Il tema è scomparso dall’Agenda politica e, in tale contesto, segnaliamo come dal Tavolo per la definizione di un “Piano Casa”, avviato nella sede del Ministero delle infrastrutture e trasporti dal Ministro Matteo Salvini, è stata esclusa l’Unione Inquilini e tutte le altre sigle sindacali degli inquilini. In questo modo impedendo ai rappresentanti dei precari della casa e degli eventuali beneficiari del Piano Casa, di apportare un contributo significativo per rispondere ai reali bisogni delle famiglie interessate”. E’ quanto si legge in una nota al prefetto dell’Unione inquilini di Pescara.

“Eppure abbiamo proposte concrete per risolvere l’emergenza e per fronteggiare la crisi abitativa”, prosegue la nota, ” il Governo nella legge di Bilancio ha scelto di non rifinanziare per il secondo anno consecutivo il Fondo per il contributo all’affitto previsto dalla legge 431/98, e il Fondo morosità incolpevole di cui alla legge 124/2014, lasciando i Comuni soli a fronteggiare questo dramma, senza neanche il pur insufficiente ammortizzatore sociale dei  contributi.  Eppure i dati parlano chiaro nella sua nuda crudeltà: nel solo 2022, nella Regione Abruzzo  il numero delle sentenze emesse è stato di 1.408 (+66,43% rispetto al 2021); le richieste di esecuzione sono state 1363 (+151,94% rispetto al 2021) e gli sfratti eseguiti sono stati 813 (+195,64% rispetto al 2021) con picchi preoccupanti proprio nella Citta’ di Pescara con 1033 provvedimenti emessi con una variazione del piu’ 99,04% , richieste di esecuzioni pari n.772 con una variazione in aumento del piu’ 196,92% e con n. 536 sfratti eseguiti con una variazione del piu’ 199,44%. Con tutta evidenza si tratta di dati che riportano agli anni pre covid. Dietro questi numeri ci sono storie di famiglie impoverite, anziani, nuclei famigliari con persone disabili e minori.  Nella maggioranza dei casi, le Amministrazioni locali, pur avendo i Sindaci l’obbligazione legale di proteggere i diritti umani, in particolare il diritto alla salute minacciato dalla perdita dell’abitazione, non hanno la capacità di fornire risposte, offrendo un alloggio alternativo a costo sostenibile, malgrado spesso nei loro territori ci siano alloggi ERP sfitti, e spesso neanche riescono ad intercettare questo esodo silenzioso”.

“La piaga della precarietà abitativa invece che ridursi ha continuato ad estendersi negli ultimi anni segnati da crisi economiche, da emergenze sanitarie e guerre che hanno avuto pesanti ricadute sociali.   Il rapporto interno tra crisi economiche, calo delle retribuzioni o lavori precari e sfratti è dimostrato in maniera lampante dalle sentenze motivate da morosità incolpevole, uno tsunami sociale che sta minando la coesione sociale anche nella nostra città. L’Istat nel 2023, annunciava che le famiglie in povertà assoluta e in affitto, erano 983.000, (circa centomila in più rispetto al 2021). Si tratta di numeri enormi che rappresentano, però, solo la punta dell’iceberg di una sofferenza abitativa strutturale.  Attraverso i nostri sportelli di ascolto, noi constatiamo che, per ogni sfratto eseguito, purtroppo, ci sono ancor più famiglie “borderline”, con il rischio concreto di cadere nella ragnatela mortale della procedura di esecuzione. Oggi, a maggior ragione dopo l’azzeramento dei fondi contributo affitto e dopo l’esclusione dal reddito di cittadinanza, e dall’allegato contributo affitto, di centinaia di migliaia di famiglie, il rischio di un ulteriore aggravamento della precarietà abitativa è evidente Le città vivono una epurazione dei propri inquilini senza precedenti”.

“A questo si aggiungono gli effetti sulle locazioni della mancata regolamentazione degli affitti brevi; che toglie abitazioni ai cittadini residenti e gli studenti fuorisede, oltre 800.000 in Italia, che hanno a disposizione poco più di 40.000 posti letto nelle residenze universitarie, impossibilitati a reperire gli alloggi nelle grandi e piccole città turistiche o sedi universitarie.  Le ricordiamo che il Comitato Onu sui diritti umani, più volte, su sollecitazione dell’Unione Inquilini e a seguito di appositi ricorsi, ha chiesto, con atto formale, in di ottemperare a quanto sancito da Patto internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (art. 11), ratificato con la legge 881 del 1977, attuando provvedimenti cautelari di sospensione degli sfratti e di assegnazione di “abitazione alternativa adeguata”, che non sono, precisa, le stanze precarie e divisive delle famiglie a volte proposte dai Comuni. Si tratta di obbligazioni precise, come stabilito dalla risoluzione finale del Comitato ONU E/C12/75/D226/20201 del 28/02/2024, che chiede all’Italia non solo l’assegnazione di una casa popolare allo sfrattato ricorrente, ma anche la compensazione economica allo stesso causata dalle violazioni dei diritti umani e il rimborso delle spese legali sostenute. Sulla base delle considerazioni sopra espresse, Le chiediamo che, al fine di garantire il rispetto della normativa citata e della dignità delle persone, si proceda al alla sospensione delle esecuzioni degli sfratti locativi, dei pignoramenti e degli sgomberi di qualsiasi natura, fatti salvi quelli per i quali è garantito il passaggio da casa a casa per le famiglie che hanno i requisiti per l’assegnazione di una casa di edilizia residenziale pubblica a canone sociale”.

“Le chiediamo, altresì, di attivarsi per quanto di competenza, nei confronti del Governo per chiedere: – Rifinanziare immediatamente per il 2024 il fondo sociale affitti e per la morosità incolpevole in maniera congrua per recuperare quanto non finanziato già nel 2023 (con procedure immediate e semplificate di trasferimento delle risorse ai comuni), anche utilizzando quanto recuperato dall’evasione fiscale in materia di canoni di locazione come per AIRBNB. Prevedere un finanziamento per i due fondi con proiezione triennale a partire dalla prossima legge finanziaria per permettere una adeguata programmazione dei comuni – Un finanziamento straordinario per i comuni al fine di acquisire gli alloggi degli enti pubblici e privati al fine di poter creare in tempi rapidi uno stock di abitazione al fine di poter avviare percorsi reali per il passaggio da casa a casa per i nuclei sotto sfratto – Recuperare, a partire dal 2024, le decine di migliaia di alloggi ERP, oggi inagibili, per renderli immediatamente disponibili per l’assegnazione, evitando qualsiasi forma di sottrazione di questo patrimonio all’edilizia residenziale pubblica”.

” Disporre l’apertura in ogni Prefettura di tavoli per una gestione sociale delle esecuzioni, con gli enti locali, gli IACP comunque denominati, le parti sociali, gli enti pubblici e le varie istituzioni utili, al fine di individuare i percorsi di accompagnamento sociale per il passaggio da casa a casa – Al fine di avviare una risposta strutturale, finanziare un piano di incremento di alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale, a partire dalla prossima legge finanziaria, con un investimento congruo e pluriennale (pari ad almeno l’1% del PIL), attraverso il recupero e il riuso del patrimonio immobiliare esistente e di riconversione di edifici avventi altra destinazione pubblica.”