PESCARA – È il più giovane golfista ad essere stato già promosso professionista, ed è abruzzese. Si chiama Luca D’Andreamatteo, è di Pescara e ha soltanto 18 anni.
Lo scorso 15 ottobre Luca ha superato le preselezioni per laurearsi a professionista di golf e su 125 aspiranti riuniti a Sturi (Roma) si è classificato secondo.
“È una passione che mi ha trasmesso papà – racconta Luca – quando da piccolo mi portava con lui sui campi da golf. Io praticavo basket, ma poi mi sono accorto che anche il golf mi dava soddisfazioni. Cos’ al’età di 16 anni ho fatto la mia scelta”.
E hai scelto di dedicarti allo sport tra le verdi colline, noto per essere un’attività d’elitè.
Sì, l’ho scelto perché praticare un’attività individuale mi fa stare bene. Le vittorie, gli errori e le sconfitte, sono tutti i tuoi, e li condividi con te stesso. E questa cosa mi piace molto.
Sei un’individualista. Ma i tuo successi fuori dal campo li condividi con qualcuno, oltre che con mamma e papà, che sono felicissimi di questa tua vittoria?
Nonostante il golf assorba gran parte del mio tempo, perché mi alleno per almeno otto ore al giorno, riesco a dedicarmi anche alla mia fidanzata, Silvia, anche lei di Pescara e mia coetanea. Le ho fatto capire che io non posso rinunciare al golf, e lei mi appoggia e mi sta vicino, e quando può viene anche a seguire le mie gare.
E con la scuola?
Frequento l’ultimo anno del liceo Scientifico, a Pescara, e purtroppo sto collezionando molte assenze. Poi da febbraio inizierò un corso a Roma per diventare insegnante di golf, quindi dovrò davvero fare tanti sacrifici per diplomarmi.
Dopo il diploma, cosa farai?
Penso che per un anno mi dedicherò soltanto al golf, poi vorrei iscrivermi all’Isef.
Il golf è anche uno sport che ti porta a viaggiare per partecipare alla gare, e quindi a visitare posti bellissimi. Quali sono i campi più ambiti dai golfisti?
In Italia ce n’è uno in Puglia, Akaja, e poi in Marocco, in Andalusia. Ma credo che il sogno di tutti i golfisti sia quello di gareggiare nel famoso campo di St Andrew, in Scozia, dove è nato questo affascinante sport.
Invece chi è il tuo idolo?
È un’italiano, di Torino, Edoardo Molinari, che in un anno è riuscito ad arrivare dai tour minori alla celebre Ryder Cup, dove si sfidano i migliori 12 golfisti europei contro i migliori 12 americani.
Per tanti che vorrebbero provare a intraprendere l’avventura del golf: la prima qualità per un golfista?
Sicuramente la calma, tanta calma. Io lo ero, ma grazie a questo sport lo sono diventato ancora di più. Sono diventato anche molto più riflessivo.
E sicuramente anche tenace. Il tuo prossimo obiettivo?
Il prossimo è quello di prendere, a ottobre 2011, la carta per accede al tour che mi permetterà di giocare nelle gare professioniste minori.



