ROCCACASALE –  Un altro giorno di apprensione a Roccacasale, in provincia dell’Aquila, con uno dei tre fronti dell’incendio del monte Morrone, nella zona della “Crocella”, ad appena 500 metri lineari dalle case, dove a fuoco è una pineta. Ed è lì che si concentrano oggi i massimi sforzi. Un altro fronte del fuoco avanza più in alto, sul monte Morrone, un terzo fronte si avvicina a Popoli, in provincia di Pescara, dall’altra parte della montagna. Da una prima stima, non ufficiale, sono andati in fumo quasi mille ettari di vegetazione.

In prima linea in questa emergenza, giorno e notte, il sindaco di Roccacasale Enrico Pace.

“Il fronte dell’incendio è vicino, ma ora sono in azione a pieno regime ben tre aerei ed un elicottero, il vento è favorevole, spira verso la montagna, ma temiamo che poi come già avvenuto nei giorni scorsi, cambi direzione verso il paese e questo sarà un punto a sfavore”, spiega raggiunto telefonicamente a questa testata.

Assicura però il sindaco, “ritengo un’ipotesi molto remota che l’incendio possa arrivare al paese, ma in ogni caso assieme alla protezione civile abbiamo già predisposto un piano straordinario a salvaguardia dell’abitato, collocando nella parte alta mezzi e cisterne dei vigili del fuoco. Dobbiamo prepararci anche all’ipotesi peggiore”.

In azione oggi tre canadair e l’elicottero regionale Lupo Grigio, 42 vigili del fuoco, 8 squadre della protezione civile con 27 volontari, 7 mezzi con serbatoio da 4.000 litri, due funzionari dell’Agenzia di Protezione civile. Un canadair è andato in avaria ed è stato sostituito da un velivolo proveniente da Napoli.

Sulle cause dell’incendio, dichiara poi il sindaco Pace: “lascio questo argomento a chi di dovere, posso solo dire che le fiamme sono partite in un punto molto remoto, estremamente difficile da raggiungere, e la causa potrebbero essere stata anche un fulmine, visto che in quelle ore ne erano caduti molti qui in valle peligna. Ma, sottolineo, è solo una mia ipotesi”.

Il sindaco intende poi ringraziare “la protezione civile, i vigili del fuoco e l’esercito che ce la stanno mettendo davvero tutta, il presidente Marco Marsilio, e il capo dell’Agenzia regionale Maurizio Scelli, sempre presenti.  Da primo cittadino ho già vissuto l’emergenza del grande incendio del 2017, e anche lì nonostante l’imponente dispiegamento di forze c’è voluto molto tempo per averla vinta sulle fiamme. Ora, come allora, di fronte abbiamo la potenza della natura”.

Conferma che, come ovvio, a Roccacasale c’è grande apprensione e preoccupazione.

“Tanti cittadini hanno chiesto di poter aiutare nelle operazioni di spegnimento, come volontari. Ma ad ora non ce n’è bisogno, il dispiegamento di forze è già più che adeguato e comunque vista anche l’orografia del terreno, molto scosceso ed ostico, questa battaglia contro l’incendio va combattuta soprattutto dal cielo, con Canadair ed elicotteri”.

Infine, una considerazione sul canadair che nelle ore scorse è rimasto a terra per problemi tecnici.

“Sono cose che possono accadere, in interventi di questa portata e di questa intensità. L’importante è saper reagire con tempestività agli inevitabili imprevisti, ed è quello che è accaduto. Le operazioni di spegnimento con mezzi aerei sono comunque proseguiti, senza significative interruzioni, ed ora si sono anche intensificate, sperando che davvero sia la volta buona”.