L’AQUILA – 1945. Un carteggio che, se scoperto, dovrà far riscrivere la storia degli ultimi settant’anni d’Europa. Un tesoro nascosto e i servizi segreti inglesi.
Sono questi gli ingredienti de Il mistero dell’oro di Dongo, il primo libro di Paolo Di Vincenzo. Giornalista di 51 anni, ha lavorato per molti anni nella redazione del quotidiano Il Centro, nel settore cultura e spettacolo, prima di licenziarsi e dedicarsi solo alle sue passioni.
Edito negli Stati Uniti, esclusivamente in ebook, il suo libro è uscito il 14 aprile scorso ed è possibile scaricarlo in ogni formato e leggerlo su qualsiasi tipo di mezzo. O se si preferisce, stamparlo.
“Ho deciso di scrivere questo libro – spiega Di Vincenzo ad AbruzzoWeb – partendo da argomenti che la mia professione di giornalista mi ha permesso di conoscere molto bene; la storia e la cultura sono il mio pane quotidiano. Sono sempre stato affascinato dai gialli e dagli intrighi. La raltà può sorprendere e stupire più della fantasia”.
“L’oro di Dongo – spiega lo scrittore – è il tesoro che Benito Mussolini insieme ai gerarchi e ai ministri del suo governo ha portato con sé scappando dall’Italia. Si dice che fosse costituito da quasi 5 milioni degli attuali euro, un valore inestimabile. Nel bottino c’era anche un carteggio che potrebbe sconvolgere storici e studiosi: pare, infatti, ci fossero le lettere scambiate tra Winston Churchill e lo stesso Mussolini, dove il primo ministro del Regno Unito avrebbe fatto complimenti e lusinghe al dittatore fascista. Nonostante la storia racconti che i due non fossero proprio in buoni rapporti”.
L’opera del giornalista pescarese, infatti, prende spunto da Gli ultimi giorni di Mussolini, trattato dello storico francese Pierre Milza, secondo il quale Churchill sarebbe anche venuto in Italia per cercare le famose lettere e distruggerle.
“A quanto pare – continua – in tutto questo c’è lo zampino dei servizi segreti inglesi”. A districare il bandolo della matassa c’è un giornalista-investigatore pescarese, con cui “ovviamente mi identifico”.
Riguardo la scelta di pubblicare il libro solamente in formato elettronico, Di Vincenzo spiega che “l’attenzione per l’ambiente si declina anche in queste piccole cose. E poi – aggiunge – ritengo che il libro elettronico sia il futuro dell’editoria”.
“Ho scelto di pubblicare con Smashwords, un editore americano – prosegue – perché in questo modo i diritti del libro sono tutti miei, è solo digitale quindi non è costato un centesimo ed è stato tradotto anche in inglese. In questo modo il costo è esiguo, 4 dollari e 99 centesimi che corrispondono a 3 euro e 88”.
Sull’editoria italiana l’autore dichiara di non amarla particolarmente, “soprattutto perché ormai gli editori sono quasi tutti a pagamento. Nel mio piccolo ho fatto qualcosa per boicottare questa logica”.
“Ci tengo a sottolineare – conclude – che non è indispensabile avere né un Kindle, né un iPad o qualsiasi altro device, perché il libro si può scaricare nel formato elettronico pdf e leggere sul computer o magari stamparlo”.
Il mistero dell’oro di Dongo si può trovare all’indirizzo: http://www.smashwords.com/books/view/151807.






