LORETO APRUTINO – “Per la prima volta in Abruzzo, a Loreto Aprutino (Pescara), sarà utilizzata la class action, importante strumento con cui i cittadini possono far valere i propri diritti”, lo afferma Domenico Pettinari, segretario provinciale del Centro di diritti per il cittadino (Codici) in una conferenza tenutasi oggi nel palazzo della Provincia di Pescara.
L’azione collettiva promossa da Codici è volta a diffidare l’amministrazione di Loreto Aprutino sospetta di illegittimità nella gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani nel comune del Pescarese.
Stando ai fatti, nel 2005 l’amministrazione comunale affidò la gestione della raccolta dei rifiuti alla società pubblica Ambiente spa, la quale non risultava essere iscritta agli albi ministeriali dei gestori ambientali né risultava avere dipendenti a carico.
Il consiglio d’amministrazione della società provvide, quindi, a sua volta ad affidare l’incarico alla società Ecologica srl, azienda mista pubblico privata le cui quote appartengono per il 51 per cento alla stessa Ambiente spa e per il 49 per cento alla privata Deco, appartenente al gruppo Di Zio.
“In pratica si è creato un subappalto attraverso cui una società privata si è trovata a gestire un incarico pubblico senza aver partecipato a nessuna gara di appalto bandita ufficialmente dall’amministrazione – afferma Pettinari – è evidente che ci troviamo di fronte ad un abuso di potere e ad una politica che in Abruzzo vuole favorire alcuni imprenditori dei rifiuti”.
Come si è cercato di garantire una parvenza di regolarità e legalità nella realizzazione di questo subappalto? Attraverso una gara ad evidenza pubblica bandita sempre nel 2005 con cui Ambiente spa è stata scelta per svolgere il servizio.
Nonostante questo per l’associazione Codici l’affidamento dell’incarico rimane a tutti gli effetti illegittimo, sia perché Ecologica, società a cui il Comune ha affidato il servizio, non possedeva i requisiti per svolgerlo, sia perché di fatto il servizio è stato svolto da un’altra società, scelta sì con una gara di appalto pubblica ma senza che a monte ci fosse stata una “gara a doppio oggetto”.
“Ma il problema – continua Pettinari – è che oltre alla lampante illegittimità della gestione del servizio pubblico, a fare le spese di questa situazione sono stati i cittadini di Loreto Aprutino che si sono visti aumentare di quasi il 50 per cento l’importo della Tarsu, la tassa sui rifiuti, senza che a questo aumento corrispondesse un miglioramento dei servizi che, anzi, è piuttosto scadente”.
Come afferma Gianfranco Buccella, segretario di Codici per Loreto Aprutino, nel comune non si effettua la raccolta differenziata porta a porta e gli unici materiali che si separano sono il vetro la carta e la plastica, raccolti negli appositi bidoni. Il resto, indifferenziato ed organico, viene buttato tutto insieme.
Una volta che avviene la raccolta, però, cosa succede? “Non esiste un centro di smistamento dei rifiuti – continua Buccella – per cui viene riunito tutto e portato in un’unica discarica”.
Oltre al danno la beffa, insomma, per i loretesi che praticamente si sono trovati a pagare una raccolta indifferenziata a prezzo della differenziata.
“La situazione è veramente negativa – afferma Buccella – anche in vista della chiusura del bilancio comunale”.
L’anno scorso il pareggio è stato raggiunto grazie ai soldi dell’assicurazione per i danni provocati dal terremoto. Per quest’anno invece, stando a quanto affermato da Buccella, il Comune ha intenzione di coprire il buco attraverso un aumento della tassa sulla raccolta dei rifiuti sulle case di campagna.
“Le case di campagna pagano una quota ridotta che non comprende i costi per il servizio di depurazione, andando tutti gli scarichi a finire nei campi – afferma Buccella – ebbene l’amministrazione vuole far pagare ai proprietari delle case di campagna l’intera quota, sperando di coprire un buco di 200 mila euro. Cosa assolutamente impensabile”.
“È per questo che abbiamo promosso un’azione collettiva – afferma Pettinari – per tutelare i diritti dei cittadini attraverso una diffida nei confronti del Comune che è stata firmata da circa 150 associati di Codici, ma dei cui risultati beneficerà tutta la cittadinanza”.
La diffida prevede quattro punti fondamentali: la revoca della delibera dell’affidamento ad Ambiente spa e la successiva convenzione, il risarcimento ai cittadini che ne faranno domanda delle somme pagate in più sulla tassa dei rifiuti, l’astensione dall’adozione di ulteriori provvedimenti di incremento della Tarsu, l’affidamento ex novo del servizio di gestione della raccolta dei rifiuti con modalità in grado di garantire il pieno rispetto della legge.
Se entro 90 giorni dalla presentazione della diffida, avvenuta il 26 luglio, il Comune non provvederà alla notifica, Codici procederà con il ricorso al Tar.
“Il caso di Loreto Aprutino è solo la punta di un iceberg, un esempio di una situazione che si ripete in tanti Comuni della provincia di Pescara e di altre province – conclude Pettinari – ecco perché stiamo battendo la Regione a tappeto, vogliamo tutelare i cittadini ed impedire la crescita di un sistema, in cui tra l’altro non mancano le infiltrazioni mafiose, che fa confluire in maniera illegittima centinaia di milioni di euro nelle mani di pochissime persone”.






