L’AQUILA – Il territorio aquilano devastato dal sisma del 6 aprile 2009 ha trovato spazio nella “12esima Mostra Internazionale di Architettura” e nella “67esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica” di Venezia.
“Una prima valutazione farebbe pensare che la vetrina internazionale porterebbe dare dei frutti nella ricostruzione. In verità l’impressione è di essere di fronte al solito spettacolo mirato, con interessi diversificati, dalle macerie alla politica o dalla politica alle macerie o, in termini più chiari, dallo spettacolo delle macerie alle macerie dello spettacolo”.
A parlare è Emidio Di Carlo, critico d’arte e giornalista indipendente, che scrive una lettera aperta in merito agli ultimi lavori presentati alla “Biennale dell’architettura” e alla Mostra Cinematografica.
“La Biennale Architettura – spiega Di Carlo – ha offerto il luogo ideale per riflettere sulle macerie. Le immagini delle stesse, proposte al Palazzo Ducale, sono state costruite per una mostra nella quale il “bello” e l’interesse per la fotografia hanno sovrastato, sul piano tecnico-creativo, la realtà visiva”.
“Da aggiungere – prosegue – nessun rappresentante del Comune dell’Aquila, della Regione e della Provincia hanno partecipato all’inaugurazione dello specifico evento collaterale veneziano, al di là dei soliti patrocini che non vengono mai rifiutati specie se richiesti dagli amici o dall’esterno del capoluogo”.
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“Eccoci alla Mostra Cinematografica – dice ancora il critico d’arte – qui le macerie dello spettacolo sono tornate in voga. Grazie ad un cortometraggio realizzato dagli studenti dell’Accademia dell’Immagine, il mago Gabriele Lucci si è fatto accompagnare dal Presidente della Giunta Gianni Chiodi che dalla ribalta internazionale dei media, ha “sensibilizzato” l’attenzione del mondo della “Biennale Cinema” sullo “spettacolo delle macerie”.
“Vi sarebbero altre, troppe cose da raccontare sulla nuova trasferta veneziana – conclude Di Carlo. – Ad esempio quanto letto nel Padiglione Italia. Davanti ad uno dei tanti plastici di quartieri urbani, ecco il fac-simile del Progetto C.a.s.e. costruite nell’area aquilana all’indomani del terremoto. Il costo indicato è di 1000 euro a metro quadro. Ripensando al dibattito nel capoluogo c’è da chiedersi: è vero o è falso?”






