L’AQUILA – Scioperi della fame, manifestazioni e tavoli istituzionali fino ad oggi non sono bastati: gli “invisibili”, così come si definiscono associazioni di esercenti del gioco legale e lavoratori del comparto, scendono in piazza.
Il 9 giugno a Roma, in piazza del Popolo, dalle 14.30 alle 18, l’Italia del gioco legale proverà ancora una volta a “sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica sulla gravissima situazione che stanno vivendo lavoratori e famiglie lasciati allo sbando, senza nessuna certezza per il futuro”, spiegano gli organizzatori della manifestazione.
“Il premier ha parlato del sostegno alle imprese e del rilancio dell’economia italiana citando vari segmenti lavorativi. Ancora una volta tra i settori citati per le difficoltà in cui si trovano ed ancora chiusi, Giuseppe Conte – come riporta l’agenzia di stampa Agimeg – ha ‘dimenticato’ il gioco legale. Una dimenticanza scandalosa, che a questo punto sa molto di un disegno politico di affossamento del settore del gioco legale, disegno ammesso dallo stesso Movimento 5 Stelle attraverso le parole del capo politico Vito Crimi che si è augurato la non riapertura delle sale gioco. Il Governo, che sta portando alla morte un settore che meriterebbe ben altro trattamento, che potrebbe avere sulla coscienza anche la morte delle persone, visto che da due giovani ragazze stanno facendo lo sciopero della fame, sotto al Regione Lombardia. Lo sciopero della fame è stato fatto per manifestare il dissenso al trattamento subito dal settore (le due ragazze sono impiegate in altrettante sale Bingo) e per chiedere di poter tornare a lavorare”.
In Italia il giro di affari è di circa 7 miliardi di euro.
La questione è molto calda anche in Abruzzo dove sono complessivamente 2.308 le agenzie ed i punti di raccolta, dove lavorano 7.330 persone oltre ad un indotto di altri 5mila lavoratori: a questi si aggiungono 1.380 tabaccai. Le sale scommesse sportive sono 310 per 930 occupati più un indotto di altri circa 400 dipendenti.
Nei giorni scorsi una delegazione delle agenzie di scommesse e del comparto delle machine, che comprende slot, video lottery ed operatori delle sale bingo è stata ricevuta all’Aquila dall’assessore regionale al Bilancio e al Patrimonio, Guido Quintino Liris, insieme al presidente della Regione, Marco Marsilio, e all’assessore regionale alle Attività produttive, Mauro Febbo.
A lanciare un altro allarme settimane fa è stato il capo della Polizia Franco Gabrielli in un documento dell’Interpol, nel quale è stata fatta una prima valutazione dell’impatto del Covid-19 sui compiti delle forze di polizia e sull’evolversi della criminalità: “La chiusura delle sale giochi e l’interruzione delle scommesse sportive e dei giochi gestiti dai Monopoli di Stato potrebbero aumentare il ricorso al gioco d’azzardo illegale online così come la pirateria, con l’utilizzo di dispositivi illegali per avere accesso a contenuti multimediali offerti a pagamento da operatori privati”.
Nel documento, il capo della polizia espone anche i rischi connessi al settore dei giochi ed in particolare a quelli legati alla chiusura dei giochi, sottolineando come le mafie guadagnano sulla pandemia: “un’emergenza, quella del Coronavirus, che rappresenta una situazione grave e nuova e che può attrarre anche la criminalità organizzata”.






