L’AQUILA – È l’Agenzia sanitaria regionale, diretta da Pierluigi Cosenza, ad avere la competenza sulla valutazione dell’operato del direttore generale della Asl di Pescara, Vero Michitelli, per quello che riguarda il decisivo obiettivo delle liste di attesa, e da cui dipende il suo premio di produzione, che si aggiunge allo stipendio base.
Non spetta invece a Marco Scorrano, dirigente della Provincia di Pescara, responsabile unico regionale dell’assistenza sanitaria, il Ruas, la figura chiave per abbattere le liste di attesa, vero e proprio bubbone della sanità abruzzese, come confermato dai dati impietosi dell’Agenas, anticipati dal Il Sole 24ore, con la regione che inanella record negativi per più di una prestazione.
È quanto si è appurato ieri in Commissione Vigilanza, presieduta dal dem Sandro Mariani. Ad aver chiesto la convocazione della Commissione i consiglieri del Pd Silvio Paolucci e Antonio Blasioli, dopo aver presentato una interpellanza in Consiglio regionale, sullo “strano caso” della valutazione del dgMichitelli, o meglio delle due valutazioni opposte di Scorrano da una parte e di Cosenza dall’altra.
Proprio sull’obiettivo principale del contenimento delle liste di attesa, per il Ruas oltre il 90% delle prestazioni rispetterebbe i tempi massimi, con 10 punti attribuiti al dg, per l’Asr solo il 61%, con la conseguente attribuzione di 0 punti. E si sarebbe dunque innescato un cortocircuito con il dipartimento Sanità, ora diretto da Camillo Odio, e la stessa Asl di Pescara sulla competenza in materia di valutazione da parte dell’Agenzia sanitaria regionale.
In Commissione c’era anche, in modo giudicato da Paolucci e Blasioli, anomalo e irrituale, lo stesso Michitelli, che ha ingaggiato un testa a testa con Cosenza. Scorrano non ha preso la parola, e questo perché il suo mandato di un anno era scaduto il 22 gennaio, e gli è stato rinnovato solo dopo la seduta di commissione, con una delibera di giunta, fino a febbraio 2027.
Michitelli si è presentato al fianco di Graziano Di Marco, direttore dell’Unità operativa complessa Bilancio e Gestione Economica Finanziaria dell’Asl di Pescara. In punta di diritto hanno spiegato ai commissari che l’Asr non ha competenza specifica sulla valutazione dell’obiettivo B3, legato al miglioramento dei parametri sulle liste d’attesa.
Cosenza ha dunque tirato fuori una comunicazione dell’ex capodipartimento della Sanità Claudio D’Amario, in cui si dava pieno mandato, ancora vigente, della competenza dell’Asr sull’obiettivo B3. E a dargli ragione è sono stati l’attuale capodipartimento, Camillo Odio, ed anche lo stesso assessore Nicoletta Verì.
Discorso chiuso dunque, e vittoria a tutto campo di Cosenza contro Michitelli, ed anche contro gli esponenti del centrodestra, come il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, il pescarese Lorenzo Sospiri, che nei giorni scorsi, nel replicare a Paolucci e Blasioli sulla vicenda, aveva assicurato che “le funzioni di monitoraggio, verifica e controllo in materia di tempi di attesa della Asl di Pescara e del suo manager spettano alla figura del Responsabile Unico Regionale dell’Assistenza Sanitaria – RUAS. Lo dice il nuovo quadro normativo introdotto con la Legge del 29 luglio 2024 adottato dalla Regione Abruzzo con delibera di giunta n.35 del 22 gennaio 2025” .
Sulla stessa linea i consiglieri di Fratelli d’Italia, Massimo Verrecchia e Leonardo D’Addazio, che avevano definito quella del centrosinistra una “rappresentazione distorta” visto che “si tratta di procedimenti istruttori complessi, non immediati. È pertanto fuorviante e strumentale ricondurre l’intero procedimento a valutazioni parziali o anticipate.”
Ma non basta: il direttore Di Marco è entrato anche nel merito del criterio di valutazione adottato da Cosenza e dall’Asr, considerato sbagliato, mentre Cosenza ha ribattuto, decreto ministeriale alla mano, che è corretto nella valutazione del fenomeno delle liste di attesa, considerare il dato numerico, e non in percentuale e con una media che fa risultare entro in tempi prestazioni che non lo sono.
Ora dunque si è chiarito che la competenza per pesare il merito e gli obiettivi raggiunti da Michitelli spetta all’Asr, e Cosenza ha chiesto di poter avere tutta la documentazione, visto che parte di essa non l’ha ancora ricevuta, per poter procedere.
Al termine della Commissione hanno scritto in una nota Paolucci e Blasioli: “I nostri dubbi erano legittimi, il giudizio sulle liste d’attesa tocca all’Agenzia sanitaria regionale e non al Ruas, è stato chiarito il pasticcio della doppia valutazione ottenuta dal Direttore generale della Asl di Pescara, le nostre istanze manifestate con l’interpellanza erano quindi legittime: l’audizione dei tecnici convocati oggi dal presidente Sandro Mariani ha certificato che ad avere la competenza della valutazione è l’Agenzia sanitaria regionale e non il RUAS, organismo peraltro nel frattempo anche scaduto, come invece è stato sostenuto negli intensi scambi di corrispondenza di questi mesi”.
E ancora, “per quanto riguarda infatti l’obiettivo B3, legato al miglioramento dei parametri sulle liste d’attesa, a seguito del nostro accesso agli atti, è emerso un incredibile balletto sulla responsabilità di produrre la valutazione su questo sub-obiettivo, che spetta all’Agenzia sanitaria, che, però si è vista mettere in discussione questa competenza dal Dipartimento Sanità e dalla Asl di Pescara, che hanno sostenuto fosse invece passata in capo al Ruas regionale. L’Assessora in aula ha smentito questa posizione, rispondendo che la competenza sia ancora in capo all’Asr e la stessa risposta è arrivata anche oggi dal Direttore del Dipartimento Sanità.
Infine un attacco al dg Michitelli, che “ha partecipato personalmente alla Commissione in cui si è discusso della sua valutazione, senza delegare altri Dirigenti Asl. Una scelta decisamente discutibile, oltre che inopportuna, soprattutto perché il Direttore ha scelto anche di entrare nel merito della valutazione, parlando persino delle modalità tecniche con cui andrebbe svolta, arrivando quindi a mettere in discussione le valutazioni già effettuate per i suoi colleghi delle altre Asl e traendo a conclusioni subito smentite dal Direttore Asr Cosenza. Una scelta che non sorprende, ma che sinceramente ha aumentato il caos su una vicenda su cui l’interpellanza e la Commissione hanno fatto luce e chiarezza. Sarà infatti nostra cura, a questo punto, richiedere, come già annunciato al Presidente Mariani, ulteriori Commissioni di Vigilanza per discutere delle modalità di calcolo utilizzate per tutti i manager delle Asl con l’Assessore, il Dipartimento Sanità e le quattro aziende sanitarie”. f.t.




