L’AQUILA – Resterà all’Aquila la sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), grazie a un accordo triennale con la Regione Abruzzo che verrà finanziato con i primi 550 mila euro nella legge di stabilità regionale 2017.

Ad annunciarlo ad AbruzzoWeb è il direttore generale dell’Ente regionale, Cristina Gerardis, intervenuta sul tema anche nel programma di Rai Radio 1 “La radio ne parla”.

“Intendiamo fare una convenzione per tre anni”, conferma spiegando che “all’anno servono circa 550 mila euro” e che nella finanziaria di quest’anno “ci sarà copertura per il 2017”.

Intanto si muove a favore dell’istituto di geofisica anche il consigliere Maurizio Di Nicola (Centro democratico), presidente della prima commissione consiliare (Bilancio), che in una nota ha annunciato la presentazione di un “progetto di legge per sostenere e potenziare l’attività di ricerca tecnico-scientifica espletata dall’Ingv presso la sede distaccata di L’Aquila, finalizzata alla mitigazione del rischio sismico nel territorio regionale abruzzese, attraverso l’esecuzione di un progetto appositamente finanziato dalla Regione”.

La questione è tornata di attualità qualche settimana quando, attraverso un’interrogazione, il consigliere del Movimento 5 stelle Riccardo Mercante ha chiesto al governatore, Luciano D’Alfonso, se fosse vero che la sede avrebbe chiuso il 31 dicembre nel silenzio generale.

“Fuga” subito smentita dall’Ingv stessa che, però, ha anche fatto notare come, in mancanza di nuovi accordi dopo la fine del “Progetto Abruzzo” attivato dopo il sisma del 6 aprile 2009, l’attività di ricerca sarebbe andata a ridursi in modo significativo.

Un campanello d’allarme subito colto dalla Regione con le iniziative della Gerardis e di Di Nicola che sono le prime contromisure.

A destare l’allarme sulla fuga, che al momento sembra scongiurata, potrebbe essere stato l’equivoco generato dalla chiusura della sede occupata fin qui nel palazzo in via dell’Arcivescovado, dietro piazza Duomo, di proprietà dell’imprenditore aquilano Gabriele Valentini: l’unico ristrutturato da molti anni nella zona, dato che all’epoca del sisma si trovava a essere un cantiere.

Secondo quanto appreso, l’Ingv si è trasferita fino alla fine del “Progetto Abruzzo” in un nuovo alloggio a Porta Napoli, dove tuttora paga un canone d’affitto ritenuto meno salato rispetto a quello nel cuore del centro terremotato. Il contratto è triennale.

Alla scadenza di quell’accordo, se le intese con la Regione proseguiranno, l’ente potrebbe mettere a disposizione della ventina di tecnici ed esperti Ingv uno dei tanti immobili sfitti che si ritroverà ricostruiti in centro storico.

GERARDIS: “PUNTIAMO CONVENZIONE TRIENNALE”

“Prima ancora che terminasse il rapporto nato con il ‘Progetto Abruzzo’, tra Ingv e la Regione abbiamo cominciato un lavoro per approfondire quali potessero essere le modalità per continuare ad avere questo rapporto speciale legato al territorio – ha detto la Gerardis in radio – Un rapporto che ha avuto dei frutti, altrimenti non ci saremmo impegnati in questa direzione”.

“Tralascio la polemica politica perché non ha riscontro nei fatti, dal momento che l’Ingv continua ad avere la propria sede all’Aquila – ha aggiunto poi – Proprio ieri parlavo con uno degli ingegneri che mi confermava la loro intenzione, anche un po’ sentimentale, di continuare a stare all’Aquila come sede simbolica di questa loro attività nel territorio abruzzese”.

Ecco perché, secondo il direttore generale, “c’è una grandissima attenzione, sia da parte del Consiglio regionale che della Giunta, a reperire risorse per garantire la continuazione di questa attività: sia per sanare situazioni dell’immediato passato legate al fatto che il Progetto Abruzzo è da poco terminato – ha elencato – sia per programmare un’attività nei prossimi anni”.

Poi l’annuncio. “Siamo impegnati in sede di formulazione della legge di stabilità regionale per reperire risorse che sostengano un accordo, una convenzione con l’Ingv sul modello di quella che è stata fatta dalla Regione Campania riguardo ai vulcani – spiega – che ha una serie di attività già svolte in passato ma che vorremmo approfondire”.

In particolare, le attività su cui si concentrerà la nuova azione vanno “dall’ampliamento della rete sismica regionale al monitoraggio in aree caratterizzate da attività industriale, ci teniamo molto a questo, anche perché attraverso un’attività scientifica ben fatta si eliminano le polemiche e le paure”.

DI NICOLA: “LEGGE PER NUOVO PROGETTO FINANZIATO DA REGIONE”

“In vista della conclusione delle attività che coinvolgono l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) legate al ‘Progetto Abruzzo’, nato nelle settimane successive al terremoto del 2009, e in assenza di nuove risorse finanziare nazionali capaci di sostenere le nuove esigenze di approfondimento scientifico – riepiloga Di Nicola nella sua nota – l’unica sede abruzzese di questo ente di ricerca rischia di scomparire dalla nostra Regione. Una problematica che in più occasioni ho avuto modo di segnalare al Consiglio regionale, a partire dalla seduta di approvazione di Bilancio del 31 dicembre 2015”.

Il presidente della commissione Bilancio ricorda che “i terremoti, purtroppo, sono dei fenomeni naturali con i quali dobbiamo imparare a convivere, ma la sfida per chi ricopre un ruolo istituzionale in un territorio estremamente fragile dal punto di vista sismico, come il nostro, è quella di investire maggiormente in ricerca e sviluppo per l’individuazione di efficaci sistemi di prevenzione”.

“Per tali motivi, nella mattinata di ieri, ho depositato in Consiglio regionale un progetto di legge per sostenere e potenziare l’attività di ricerca tecnico-scientifica espletata dall’Ingv presso la sede distaccata dell’Aquila – annuncia – finalizzata alla mitigazione del rischio sismico nel territorio regionale abruzzese, attraverso l’esecuzione di un progetto appositamente finanziato dalla Regione”.

“Sono certo che tutto il Consiglio regionale sosterrà con convinzione questa iniziativa legislativa, perché in più occasioni ho rilevato la sensibilità anche dell’opposizione su temi così importanti”, conclude.