L’AQUILA – “Il terremoto dell’Aquila di ieri non è una cosa strana: dopo quanto accaduto il 6 aprile 2009, dobbiamo abituarci a vivere per anni con la possibilità di eventi importanti, anche superiori a magnitudo 3, e anche a 4”.

È spietata ma chiara l’analisi del sismologo Gaetano De Luca, responsabile della rete di monitoraggio abruzzese dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), all’indomani della scossa 3.2 che ieri sera ha risvegliato la paura negli aquilani.

“Un sisma come quello di ieri – spiega – me l’aspettavo eccome, anzi, era anomalo che da due anni ancora non fosse successo nulla di simile. L’epicentro infatti è stato non sui Monti Reatini o nella Marsica, ma nella zona dove grossomodo c’era stata la prima rottura”.

Ieri sera il sismologo è stato bersagliato dalle telefonate. “In tanti mi hanno chiesto che succedeva – racconta – ma anche se non li ho tranquillizzati sottolineo che non è successo niente. Il ricordo però è ancora molto vivo, perciò non mi stupisce che la gente sia uscita fuori perfino dalle case di legno, perfino dagli alloggi antisismici”.

Insomma, gli aquilani devono essere consapevoli che un terremoto come quello di ieri, o perfino più forte, è nell’ordine naturale delle cose.

Realtà dura da accettare, “ma solo se la magnitudo salisse sopra 4,5-4,8 dovremmo cominciare a preoccuparci di nuovo”, conclude De Luca.

E qualcuno ha deciso di reagire: già ieri notte, dopo la scossa, è apparso un cartello lungo via della Croce rossa, nuova via della movida aquilana: “A noi il terremoto non fa paura”. (alb.or.)

LA SCOSSA DI IERI SERA

L’AQUILA – Forte scossa di terremoto percepita all’Aquila alle 21.17.

La rete Iside ha rilevato l’epicentro in una zona centrale della città, nel quartiere di San Francesco, precisamente in via Francesco Paolo Tosti.

Il sisma, di magnitudo 3.2 a 8,9 chilometri di profondità, è stato percepito sia nella zona Est che in quella Ovest.

Un forte boato durato pochi secondi, ma che ha spaventato tutti gli aquilani.

Molti cittadini sono usciti in strada, decine le telefonate al centralino dei vigili del fuoco.

Numerose le persone che sono uscite di casa anche dal progetto C.a.s.e. di Paganica 2.

LE VOCI DEGLI AQUILANI A POCHI MINUTI DALLA SCOSSA

L’AQUILA – “Sembra di rivivere le scene che tutti noi vorremmo dimenticare al più presto”.

Così alcuni inquilini dei condomini di via Giovanni Di Vincenzo, a pochi minuti dalla scossa di magnitudo 3.2.

Qualcuno scende in strada, altri semplicemente caricano la macchina con un borsone e un paio di giacche, forse passeranno la notte fuori, con lo stereo dell’auto acceso per un po’.

Una studentessa che la notte del 6 aprile di due anni fa era a Sulmona adesso è quasi in lacrime. Sceglie di andare da qualche amico, “ma non certo qui, al quinto piano”.

Il fidanzato la segue, sa che non può calmarla.

Intanto, un’intera famiglia sta per salire in macchina: marito, moglie e due figli piccoli.

“Pensa se stavamo dormendo cosa poteva succedere”, dice il più grande dei due, con una maturità mai vista.

“Mamma, non camminare sotto le finestre!”, ammonisce il secondo, sicuro come un soldato.

Altre famiglie vanno via, dai parcheggi escono diverse automobili.

La signora del primo piano, dirimpettaia, ha il marito lontano, in Libano.

Il figlio, invece, è al sicuro al Mc Donald’s, dove fa più male il cibo che la scossa. Domani avrebbe dovuto studiare, lunedì c’è un esame importante.

Se si siederà sui libri, lo farà con un occhio al lampadario.

Francesca, che lavora al centro commerciale ‘L’Aquilone’, ci dice al telefono che non sa se restare in casa, con l’ironica rassegnazione di chi sa che Mister Terremoto non cambierà mai la sua natura infame. Però, c’è il piccolo Andrea che dorme nella cameretta, a Coppito. Va tenuto sotto controllo.

Nel caso, borse pronte all’uso.

Come se qualcuno volesse continuare a buttare fuori di casa chi avrebbe soltanto voglia di rimettersi a dormire, senza questa maledetta bomba che il territorio, inferno e paradiso nel cuore dell’Abruzzo, ha deciso di mettere sotto il sedere degli aquilani. (r.s.)