L’AQUILA – Le verifiche effettuate all’interno dell’edificio che ospita il liceo “Cotugno” dell’Aquila confermano, in relazione alla resistenza ai carichi verticali e alle prove sui materiali, la sussistenza delle stesse condizioni riscontrate a seguito degli interventi post-sisma del 2009: le prove sui carichi non evidenziano problemi alla struttura per quanto riguarda i carichi di esercizio.
È quanto emerso oggi nel corso della riunione della Commissione interistituzionale che ha proceduto alla disamina dei primi dati, relativi alle prove di carico e a quelle sui materiali, effettuate nella sede del Cotugno, l’istituto superiore del capoluogo chiuso in seguito alla scossa del 18 gennaio scorso.
I dati, come sottolineato da una nota dell’ufficio stampa della Provincia, sono stati illustrati dalla ditta incaricata dall’ente.
Una decisione sulla riapertura della struttura, frequentata da circa 1.200 studenti, oppure sul trasferimento, sarà probabilmente presa domani quando il presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, ha fissato una nuova riunione della Commissione. Al momento, fino all’8 la scuola è chiusa.
De Crescentiis fa anche presente che “i risultati delle prove saranno sottoposti ai tecnici del Consorzio universitario ReLuis ai fini di un definitivo approfondimento sulla verifica dell’analisi statica, e alla Protezione civile regionale per stabilire se permangono le condizioni di agibilità dell’edificio”.
A tale proposito, il presidente provinciale ha chiesto alla Regione di assicurare che alla seconda riunione della Commissione siano presenti anche i tecnici del Consorzio Reluis e della Protezione Civile regionale.
All’incontro di oggi erano presenti i rappresentanti di Provincia, Comune dell’Aquila, Regione Abruzzo, il Provveditorato alle Opere pubbliche, la direzione scolastica regionale e quella provinciale, la dirigente scolastica del liceo “Cotugno”, Fiorenza Papale, il comando provinciale dei Vigili del fuoco.
Un appello alle istituzioni, tra cui Regione Abruzzo, Provincia e Comune dell’Aquila, Direzione generale del Miur e ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca e alla procura della Repubblica dell’Aquila viene lanciato dalle presidi dei quattro istituti d’istruzione superiori dell’Aquila, per chiedere, tra le altre cose, “che sia resa nota la calendarizzazione delle attività di verifica ad opera di tecnici qualificati su tutti gli immobili scolastici di proprietà della Provincia al fine di offrire risposte concrete all’utenza” e che in ogni scuola sia montata “una tensostruttura, dotata di servizi igienici, atta ad accogliere soprattutto le studentesse e gli studenti pendolari che non potrebbero, in caso di necessità, essere presi in carico dalle famiglie”.
Sabina Adacher del liceo scientifico Andrea Bafile, Maria Chiara Marola dell’Itis Amedeo d’Aosta, Serenella Ottaviano dell’Ipsiasar Da Vinci-Colecchi e Fiorenza Papale del liceo classico Domenico Cotugno denunciano “aule semivuote a causa delle scelte di famiglie, studentesse e studenti che non intendono iterare dolorose perdite, per cause ancora da chiarire”, chiedono anche “la costituzione di un tavolo tecnico di confronto per poter intervenire e co-decidere circa le scelte da operare nelle Istituzioni scolastiche autonome che dirigiamo”.
“Chiediamo che in ogni istituzione scolastica siano presenti almeno due unità di personale specializzato (protezione civile, vigili del fuoco, pronto soccorso, croce rossa e similari) con relative strumentazioni di primo intervento al fine di coordinare con strategie efficaci e collaudate i piani di evacuazione degli stabili”, aggiungono nella missiva.
LA LETTERA COMPLETA
Noi sottoscritte Sabina Adacher, Maria Chiara Marola, Serenella Ottaviano, Fiorenza Papale, dirigenti scolastiche delle istituzioni scolastiche di secondo grado del Comune di L’Aquila – cui è affidata la cura della formazione delle future cittadine e dei futuri cittadini della nostra Repubblica democratica – riteniamo doveroso e irrimandabile, condividere con le SSLL le nostre ponderate riflessioni sulla situazione di emergenza, ormai divenuta “ordinaria” dal 24 agosto 2016, in cui operiamo.
Ci troviamo ad onorare il nostro delicato compito di direzione, amministrazione e gestione di più di 4.000 studentesse e studenti, quasi tutte/i minorenni e con altissimo tasso di pendolarismo.
Siamo consapevoli della reale e palpabile situazione di allarme e paura in cui è “ri-caduta” tutta la popolazione aquilana dopo il reiterarsi di eventi sismici, purtroppo anche drammatici, che hanno investito, più o meno da vicino, questo territorio.
Abbiamo speso risorse emotive, di tempo e di organizzazione al servizio della pubblica utilità. Spesso al limite delle possibilità. Abbiamo promosso incontri informativi e formativi per ogni componente della nostra comunità di apprendimento. Abbiamo effettuato sopralluoghi, richiesto interventi qualificati, aggiornato i Piani di Sicurezza, organizzato prove di evacuazione, liberato le vie di fuga, adottato tutte le strategie in nostro possesso e di nostra competenza per arginare la cultura del panico dilagante e ricondurre la psicosi collettiva nei termini di una comprensibile e motivata paura generalizzata cui dover dare risposte. Abbiamo… Abbiamo…
Ora è arrivato il momento di chiedere. Chiediamo agli organismi competenti e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di L’Aquila che vigilino nell’applicazione delle normative vigenti in materia di sicurezza sugli edifici scolastici. Applicazioni che, ad oggi, ci vedono operare in aule semivuote a causa delle scelte di famiglie, studentesse e studenti che non intendono iterare dolorose perdite, per cause ancora da chiarire.
Chiediamo agli Enti e alle Istituzioni competenti in indirizzo – come pubblicamente assicurato, negli incontri da loro tenuti, dal vicepresidente della Regione Abruzzo, dal presidente della Provincia e dal sindaco dell’Aquila – che sia resa nota la calendarizzazione delle attività di verifica ad opera di tecnici qualificati su tutti gli immobili scolastici di proprietà della Provincia al fine di offrire risposte concrete all’utenza.
Chiediamo la costituzione di un tavolo tecnico di confronto per poter intervenire e co-decidere circa le scelte da operare nelle Istituzioni scolastiche autonome che dirigiamo.
Chiediamo all’onorevole Ministra che, oltre alla deroga al numero minimo dei 200 giorni per validare comunque l’anno scolastico 2016/17, sia possibile derogare alle 400 ore (nei professionali e nei tecnici) e alle 200 ore (nei Licei) delle attività di Alternanza Scuola Lavoro.
Chiediamo che, in attesa di ristrutturazioni/ricostruzioni adeguate e parametrate a indici di sicurezza consoni, sia deliberata deroga al numero minimo di alunne/i per classe e che sia ottimizzato il numero dei collaboratori scolastici, indispensabili alla corretta gestione delle emergenze.
Chiediamo che in ogni istituzione scolastica siano presenti almeno due unità di personale specializzato (protezione civile, vigili del fuoco, pronto soccorso, croce rossa e similari) con relative strumentazioni di primo intervento al fine di coordinare con strategie efficaci e collaudate i piani di evacuazione degli stabili.
Chiediamo che in ogni plesso sia montata una tensostruttura, dotata di servizi igienici, atta ad accogliere soprattutto le studentesse e gli studenti pendolari che non potrebbero, in caso di necessità, essere presi in carico dalle famiglie.
Chiediamo che in ogni istituzione scolastica sia sistemata una postazione satellitare per garantire le comunicazioni con l’esterno.
Chiediamo che si programmino – a partire da questa città gravemente ferita da quasi otto anni e per la quale molto è stato fatto, ma poco o niente relativamente all’edilizia scolastica – urgenti interventi di ricostruzione “modello”!
Pensiamo che se L’Aquila è, come è giusto che sia, una città da ripensare nella sua dimensione culturale – storicamente centrale nella regione Abruzzo – questa debba rifondarsi non solo dall’alta formazione, ma soprattutto ripartendo dalla scuola.



