PESCARA – Dopo L’Aquila, anche Pescara ha voluto presentare ufficialmente Il mito di Celestino, ultima fatica letterararia di Angelo De Nicola, giornalista e scrittore di casa nostra, già noto per le sue precedenti pubblicazioni come La Maschera di Celestino, La missione di Celestino, e il diario Il nostro terremoto.
A organizzare la serata culturale nella città adriatica ci ha pensato l’Alcua (Associazione per la libera cultura nel territorio abruzzese), che ha chiamato a raccolta presso il museo d’arte moderna Vittoria Colonna l’assessore alla Cultura Seller, l’editrice Pompa, il giornalista direttore della Perdonanza Capaldi, oltre l’autore.
Nel corso della serata è stata proiettato anche un interessante e ben articolato filmato su Collemaggio e il convento di Sant’Amico che lo stesso De Nicola ha voluto presentare e proporre al numeroso pubblico presente alla manifestazione.
Parole di elogio per il pregevole lavoro sono state pronunciate dalla signora Seller, che ha dimostrato di possedere una completa visione del personaggio Celestino V in tutte le sue sfaccettature.
Anche l’intervento di Francesca Pompa, editrice di successo, è stato molto apprezzato, anche perché ha voluto sottolineare l’interesse che non deve essere mai abbandonato per ripresentare il “Diogene d’Abruzzo”o il “Martin Luther King” o “il Ghandi del Duecento”, vale a dire una personalità ciclopica che deve essere ancora approfondita e divulgata.
Infine l’intervento principale della serata, di Dante Capaldi, che ha voluto ricordare come il Mito di Celestino scritto da De Nicola, sia degno della dignità e della libertà di coscienza di fronte alle responsabilità che si hanno davanti a Dio.
“Celestino – ha sottolineato Capaldi – resta un personaggio emblematico, un personaggio esemplare. Bisogna studiarlo e imparare ad amarlo”.
Capaldi ha citato anche illustri studiosi che si sono interessati alla figura di Celestino come Peter Herde, Jean Le Clercq, Luigi Pellegrini, Roberto Rusconi, Andrè Vauchez, Sofia Gaiano, Antonio Grano, Franco Cardini, Raul Manselli, Sandro Sticca, Alessandro Clementi, Edith Pasztor, Ludovico Gatto con i quali sono stati realizzati tanti convegni internazionali con il Centro celestiniano sotto la guida di padre Quirino Salomone, l’autore del rilancio della Perdonanza, colui che sottolineò per primo che “Celestino condiderava il potere come servizio e non come privilegio”.
“In conclusione – ha ribadito Capaldi – mi piace in questa sede mettere in risalto il concetto di riconciliazione voluto da Benedetto XVI e ricordare le sue parole allorché donò la stola sulle spoglie dell’Eremita nella sua venuta all’Aquila per il sisma che ha colpito duramente la città il 6 aprile 2009″.
San Celestino V seppe agire secondo coscienza in obbedienza a Dio e perciò senza paura e con grande coraggio,anche nei momenti difficili come quelli legati al suo breve pontificato, non temendo di perdere la propria dignità, ma sapendo che questa consiste nell’essere nella verità.
Questo il pensiero storico del Papa. Un pensiero che ha arricchito la presentazione del testo di De Nicola che ha lavorato con molto impegno e dedizione facendo importanti ricerche e arricchendo il suo volume di una bibliografia rilevante e ricca di scientificità.






